A Torgiano il mulino Silvestri, tra reminescenze benedettine e una vecchia dinastia di mugnai

Tevere e Chiascio si incontrano a Torgiano, borgo che sovrasta le due vie d’acqua e un incrocio di strade un tempo importanti. La torre Baglioni, risalente al 1274, ancora pare controllare il territorio di cui un tempo era a guardia, e le rive, sede nei secoli passati di ben quattro mulini, azionati dalla forza delle acque.

Di alcuni potrete vedere ancora i ruderi suggestivi, o il riutilizzo dell’edificio. Proprio dove, con una cascatella, il Chiascio si getta nel Tevere, le macine a pietra del mulino Silvestri, la cui storia è legata alla presenza dei Benedettini nel territorio, funzionano ancora, come mille anni fa.

Guardando l’antica costruzione dal lato del fiume vi sembrerà di essere tornati indietro nel tempo. Ma la famiglia Silvestri, mugnai in Umbria almeno da metà Ottocento, all’opera nel mulino che ora ha preso il loro nome dagli anni’70, unisce nella molitura dei cereali (frumento, farro e altri ancora, tutti coltivati biologicamente in aziende del territorio) tecniche e saperi millenari e capacità di guardare al futuro.

Le energie rinnovabili governano la parte che va ad elettricità,e nella piccola bottega annessa è possibile acquistare non solo le farine ma anche pasta secca ed altri derivati preparati da aziende di fiducia con le farine del mulino.

Tratto dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia “La Torta di Pasqua in Umbria” consultabile qui.

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