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DESSERT ALLA RICOTTA E ZAFFERANO

Ingredienti per 10 persone

Per la base: 200 g di amaretti, 4 savoiardi, 2 cucchiai di cacao amaro, 75 g di burro, 1 stampo con cerniera.

Per il ripieno: 200 g di latte, 150 g di zucchero, 450 g di ricotta vaccina o ovina, 300 g di panna fresca, 0,10 g zafferano di Spoleto in stimmi, 10 g di gelatina.

La base. Macinate gli amaretti ed i savoiardi. Uniteli al cacao ed al burro precedentemente ammorbidito. Con questo composto foderate la base dello stampo pressando bene. Fate riposare il composto per un’ora almeno in frigo.

Il ripieno. In un vasetto mettete in infusione con un poco di acqua gli stimmi di zafferano per almeno cinque ore, meglio di più. Mescolate alla ricotta il contenuto del vasetto fino ad ottenere una consistenza cremosa. Montate la panna e incorporatela alla crema di ricotta. Bollite il latte con lo zucchero e lasciate intiepidire. Scioglietevi la gelatina, precedentemente ammollata e strizzata. Aggiungetela agli altri ingredienti mescolando delicatamente. Versate il composto nello stampo e rimettete in frigo fino a che non si sia addensato. Decorate a piacere con scaglie di cioccolato fondente o frutta secca

Ricetta proposta dalla Associazione Produttori Zafferano di Spoleto e contenuta nella pubblicazione curata dalla Camera di Commercio di Perugia “L’Umbria dello Zafferano”  consultabile qui.

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CREPES AL FORNO CON SPINACI RICOTTA E ZAFFERANO

Ingredienti per 4 persone.

Per 8 crepes:

1 uovo,

80 g di farina,

2 dl di latte,

sale.

Per il ripieno:

200 g di ricotta,

200 g di spinaci,

30 stimmi di zafferano,

una spolverata di parmigiano,

sale.

Per il sugo:

½ cipolla,

250 g di pomodoro a cubetti,

olio e sale.

Preparate un sugo semplice con cipolla e pomodoro.

Amalgamate bene l’impasto per le crepes e cuocetele sull’apposita padella, ricordando di ungerla leggermente con il burro.

Lessate gli spinaci, tagliateli sottili e preparate il ripieno mescolando con cura gli ingredienti compreso lo zafferano lasciato in infusione e riempite le crepes.

Sul fondo di una teglia mettete un filo di olio, un po’ di sugo, le crepes e coprite con il sugo di pomodoro rimanente e con un po’ di parmigiano.

Infornate a 180°C per 20 minuti.

 

Ricetta proposta dall’Associazione Zafferano di Cascia – Zafferano Purissimo dell’Umbria, contenuta nella pubblicazione curata dalla Camera di Commercio di Perugia “L’Umbria dello Zafferano”, consultabile qui.

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TORTA AL TESTO ALLO ZAFFERANO

Ingredienti per tre torte al testo:

1 kg di farina di frumento

8 dl d’acqua

2 cucchiaini di sale fino

1 cucchiaino di zucchero

25 g di lievito di birra

0,25 g di zafferano

 

Sminuzzate gli stimmi o nel mortaio o semplicemente su carta stagnola.

Ponete lo zafferano in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, circa un’ora prima di iniziare a preparare la torta, per una migliore riuscita della preparazione.

Fate sciogliere anche il lievito in acqua tiepida. Versate la farina a fontana sulla spianatoia, aggiungete tutti gli ingredienti compresa l’acqua aromatizzata allo zafferano e lavorate fino a ottenere un impasto omogeneo.

Formate una palla, coprite e attendete che sia almeno raddoppiata di volume. (Per anticipare la lievitazione mettete la palla in una pentola chiusa dal coperchio).

Dividete quindi l’impasto in tre parti e con il matterello stendetele in successione, dovrete ottenere tre “dischi” alti circa un centimetro ciascuno. Fate riposare di nuovo un quarto d’ora.

Nel frattempo riscaldate il testo sul focolare o sul fornello. Il testo risulterà pronto per cuocere quando versandovi un pizzico di farina questa diventerà color oro, senza però bruciare.

Ponete la torta sul testo e, appena la parte a contatto con la piastra diventa dorata, giratela, controllate la doratura della parte a contatto con il testo e girate di nuovo.

Fate cuocere per un quarto d’ora circa la torta.

Servitela calda, è buonissima con del guanciale di maiale affettato sottilmente e accompagnata da un bicchiere di buon vino rosso.

Ricetta proposta dall’Associazione “Zafferano Terre d’Arna” e pubblicata nel libro della Camera di Commercio di Perugia “L’Umbria dello Zafferano” consultabile qui .

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PAN CACIATO ALLO ZAFFERANO

A Umbertide e dintorni nel Settecento era in uso un pan caciato fatto con pasta da pane, pecorino, noci e zafferano. Quella proposta è una versione moderna, nelle tecniche ma non negli ingredienti.

Ingredienti per tre pagnotte:

1 kg di farina

300 g di gherigli di noce

250 g di pecorino

4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

60 g di lievito di birra

zafferano in stimmi

un bicchiere d’acqua

sale

pepe.

Fate sciogliere lo zafferano in mezzo bicchiere d’acqua tiepida. Versate la farina a fontana sulla spianatoia e ponete all’interno le noci spezzettate o tritate grossolanamente, il pecorino (in parte tagliato a pezzetti e in parte grattugiato), olio,sale, pepe e il lievito sciolto in mezzo bicchiere d’acqua tiepida e l’infusione di zafferano.Lavorate iniziando dal centro della fontana fino a formare un impasto liscio e consistente,facendo in modo che un leggero strato di farina ricopra la spianatoia, per non far attaccare l’impasto. Formate tre pani tozzi e di forma leggermente allungata, poneteli, distanziati fra di loro, in una teglia unta d’olio. Praticate sulla superficie dei pani due tagli nel senso della larghezza, servendovi di un coltello a lama liscia. Coprite con un telo pulito e lasciate lievitare in luogo tiepido per circa un’ora, quindi infornate in forno preriscaldato a 220°C. Fate cuocere per un quarto d’ora, abbassate a 200°C e fate cuocere per una ventina di minuti ancora.

Tratto dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia “L’Umbria dello Zafferano” consultabile qui

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L’UMBRIA DELLO ZAFFERANO

Una vocazione, quella della terra umbra per questa nobile spezia, tanto preziosa quanto apprezzata, che è rifiorita, con rinnovato e vivace entusiasmo, in questi ultimi anni, attingendo con saggezza alle esperienze di un passato importante, come fosse un patrimonio prezioso dal quale trarre ispirazione.

Un lavoro in cui l’elemento umano è esclusivo: dalla preparazione del terreno, alla scelta dei bulbi fino al momento della sfioratura e del confezionamento del prodotto finale.

Le pagine di questo opuscolo, oltre che soddisfare curiosità su origini, peculiarità ed utilizzi, antichi ed attuali, dello zafferano, ci raccontano delle terre che lo ospitano e delle persone che ne hanno cura: una coltura ricca di fascino che più di nessun ‘altra sa esaltare il concetto di una agricoltura di qualità invece che di quantità. 

Qui è possibile scaricare il volume completo L’Umbria dello zafferano

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TIRAMISU’ ALLO ZAFFERANO

Dosi per 8 persone:

500 g di mascarpone
4 uova
8 cucchiai di zucchero
2 caffettiere di caffè per 4 persone ciascuna
savoiardi
cacao amaro in polvere
2 cucchiai di latte
2 bustine di zafferano

Separare i tuorli dagli albumi e metterli in due diverse ciotole.
Montare i tuorli con lo zucchero. Sciogliere nel latte caldo lo zafferano e aggiungerlo alla crema.
Montare a neve gli albumi.
Incorporare alla crema il mascarpone, aggiungendo, con movimenti dal basso verso l’alto,  gli albumi a neve.
Zuccherare il caffè freddo ed inzupparvi i biscotti, disponendoli a strati su una pirofila.
Ricoprire ogni strato di biscotti con la crema fino a completamento degli ingredienti.
Spolverizzare l’ultimo strato con il cacao in polvere e trasferire in frigorifero per almeno 3 ore.

castagne

Castagne

Le castagne umbre appartengono prevalentemente alla qualità del marrone ed in molte zone dell’Umbria, la loro raccolta costituisce una sorta di rituale, e questo spiega perché, nonostante sia un prodotto di nicchia, rivesta tanta importanza in questi territori.

Negli antichi scritti, si rinvengono molte notizie su alcuni prodotti umbri pregiati, come lo zafferano, il tartufo, ma nulla si dice riguardo al marrone, nonostante le sue ottime qualita’ organolettiche e la finezza della pasta.

La tradizione contadina tramandava come la pianta del castagno dovesse essere considerata l’albero del pane, in quanto rappresentava una fonte di approvvigionamento e di materie prime altrimenti difficilmente reperibili. Infatti nelle famiglie contadine la produzione di castagne, insieme al pascolo ed alla raccolta a terra dei frutti, garantivano loro un’ autosufficienza alimentare ed economica.

zafferano

zafferano

Lo zafferano era molto diffuso tra i popoli antichi. Questa spezia dall’aroma unico ed inebriante aveva diversi significati, simboleggiava l’amore infelice in ricordo del mito del giovane Crocos innamorato della ninfa Smilax ed evocava simboli opposti. Il suo uso era vario: veniva usato per colorare le vesti, per preparare unguenti e profumi, per tingere le bende delle mummie egiziane. L’uso dello zafferano anche in cucina si fa risalire all’epoca medievale e rinascimentale, quando cominciò ad essere utilizzato per colorare ed aromatizzare i cibi. Esso infatti conferisce al cibo un gusto ed un aroma particolarmente intenso, oltre al caratteristico colore giallo ocra. La produzione di zafferano in Umbria è testimoniata a partire dal XIII secolo, Castel della Pieve (Città della Pieve) era considerata la zona di produzione maggiormente rilevante, mentre la Valnerina inizia ad essere menzionata da fonti storiche dal XV secolo. Nel XVI secolo Cascia si impose come uno dei centri più attivi nel commercio di questa spezia, adoperata principalmente per l’uso tintorio e poi per quello farmaceutico e cosmetico. Nel Seicento si assiste invece al progressivo abbandono della coltura e solo da pochi anni è stato possibile registrare un rinnovato interesse per la sua coltivazione. In particolare negli ultimi anni un gruppo di coltivatori ha reintrodotto la zafferano in Valnerina ed in alcuni comuni della dorsale Appenninica tra Gualdo Tadino e Spoleto, dando l’avvio alla creazione di nuovi consorzi di produttori.