Spunti dai borghi dell’Umbria: Fossato di Vico

Le origini di Fossato di Vico affondano radici molto profonde nella storia. I reperti archeologici più datati rinvenuti nella zona risalgono al primo millennio avanti Cristo, mentre il ponte di S. Giovanni (probabilmente di età augustea) rende evidente l’importanza che il borgo rivestì in epoca romana.
Durante il VI sec. d.C. Fossato divenne un avamposto di frontiera bizantino, così come suggerisce l’etimologia del nome Fossaton “fortificazione in altura”. I Bizantini fondarono il primo Castello di Fossato, di cui resta il rudere chiamato Roccaccio, eretto a difesa dalle invasioni delle orde barbariche longobarde che controllavano la Via Flaminia da Terni a Gualdo Tadino. Intorno alla metà del XII sec., Fossato visse le fasi più intense della sua storia, ripreso con la forza da Perugia, nel 1259 si organizzò in libero comune dotandosi di un ordinamento proprio: gli Statuti. Tale avvenimento viene festeggiato ogni anno con una spettacolare rievocazione storica: la Festa degli Statuti. Il borgo conserva ancora immutate le mura e le torri che proteggono un affascinante reticolo di minuscole vie, le “rughe”.
Questi avvincenti vicoli riparati da volte in pietra a tutto sesto, archi acuti e copertura in tavolati lignei, sono un raro esempio di architettura castellana perfettamente conservata. Nella piazza principale domina alta e solitaria la Torre dell’Orologio (o torre pubblica), sormontata da arcate a tutto sesto e tuttora funzionante. Nella più caratteristica delle vie, la Via del Forno, è possibile visitare l’edificio medievale che fu la prima sede del Comune e che ospita dal 2001 l’Antiquarium comunale. Qui ha resistito all’incessante scorrere dei secoli uno dei due Forni del Pan Venale (pane a pagamento ) che furono ricavati nel sotterraneo del duecentesco palazzo comunale, rimasto in attività fino al 1953. Poco più avanti troviamo altre due opere di particolare interesse, risalenti al duecento: la Chiesina di Santa Maria la Piagiola e le Carceri: tre locali intercomunicanti, scavati nella roccia che in alcuni punti si vede ancora affiorare dal pavimento, caratterizzati dalla pietra con cui
sono costruite le spesse pareti e le robuste volte.
Non mancano gli edifici sacri che numerosissimi arricchiscono il borgo. Nella parte alta del paese si incontrano la Chiesa di San Pietro, scavata in parte nella roccia, la Chiesa Camaldolese di San Cristoforo del XIII sec. e la Chiesa di San Sebastiano, che conserva al suo interno un organo a canne settecentesco ed alcuni dipinti su tela del ‘500.
Nella parte bassa della città, appena fuori dalle mura sorge la Chiesa di S.Benedetto, insediamento monastico del XIII secolo.

Da “Ritratti di Storia Viaggio nei Centri Storici del Comprensorio Eugubino Gualdese” della Camera di Commercio di Perugia

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