Presso il Museo civico di Palazzo della Penna di Perugia in programma fino al prossimo 28 gennaio la mostra “Rinascimento in bottega. Perugino tra i grandi della storia” organizzata dal Comune di Perugia, in partenariato con l’Università degli Studi di Perugia e il Nobile Collegio del Cambio e con il contributo del “Comitato promotore delle celebrazioni per il quinto centenario della morte del pittore Pietro Vannucci detto Il Perugino.
Curatori dell’evento Cristina Galassi, docente di storia della critica d’arte nell’Ateneo di Perugia nonché direttore della Scuola di specializzazione in beni storico artistici, e Francesco Attraverso le sale espositive del Museo civico di Palazzo della Penna si sviluppo il percorso espositivo con circa quaranta opere provenienti da alcuni dei più prestigiosi musei nazionali: Gallerie degli Uffizi, Reggia di Caserta, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Accademia di Belle Arti di Brera, Musei del Bargello, Museo d’Arte Moderna di Bologna – MAMbo e Galleria Nazionale di Parma – Complesso Monumentale della Pilotta.
Si aggiungono importanti prestiti provenienti da prestigiose collezioni private tra cui la collezione di Palazzo Foresti, il Polo Culturale Pietro Aldi e Antichità Castelbarco.
A livello locale, si evidenzia la collaborazione con la Fondazione Perugia che ha concesso tre opere dalle proprie collezioni; preziosa anche l’intesa con l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” che ha partecipato al progetto con il prestito di sei dipinti, uno dei quali è stato anche scelto come immagine guida della mostra.
La mostra di Palazzo della Penna rappresenta l’evento conclusivo dell’anno dedicato alle celebrazioni per il quinto centenario della morte di Pietro Vannucci e propone ai visitatori una lettura inedita della vicenda peruginesca, incentrando la riflessione sul tema della “bottega dell’artista”, che si inizia a delineare in epoca medievale, in particolare con l’affermarsi dell’arte di Giotto, per poi consolidarsi, nelle sue più tipiche caratteristiche, durante il periodo del Rinascimento anche grazie a Perugino, le cui doti imprenditoriali sono note non meno delle abilità artistiche. Il percorso espositivo dà spazio alla maniera con la quale i pittori ottocenteschi del periodo romantico rivisitarono l’opera dei grandi maestri rinascimentali, ricostruendo una storia per immagini che evidenzia le capacità tecniche che si trasmettevano all’interno delle botteghe, ma anche le loro umane debolezze, la loro aspirazione nel farsi eccellenti, le loro vicende sentimentali, il loro rapporto con il reale, le loro fragilità.