La leggendaria collezione di merletti di Arnaldo Caprai

“… Di virtuale c’è l’esposizione. Trine, ricami, libri, macchine, utensili e accessori sono reali, in entrambe le accezioni del termine: concreti e degni di appartenere a un regnante. E Arnaldo Caprai, uno dei grandi capitani dell’industria dell’Umbria, può essere ben definito il re dei merletti.

La sua raccolta conta oltre 25.000 pezzi. La più importante collezione museale privata delle arti tessili esistente al mondo. Una collezione da visitare prima di tutto on-line come, dove e quando fa più comodo su www.museocaprai.it. Per soffermarsi con calma non solo su pizzi e bordure (oltre cinque secoli di storia dal Rinascimento fino alla prima metà del Novecento), ma anche su settori quali filatelia e numismatica e su creazioni frutto dell’indissolubile legame fra cultura e artigianato artistico. Come i trenta meravigliosi rosoni di pietra delle più celebri chiese sparse in tutto il mondo che la Caprai ha realizzato in merletto: da Assisi a Milano, da Vienna a Colonia, fino a Chartres, Valencia e New York.

La continua ricerca di nuove forme divulgative della propria Collezione ha portato l’azienda Caprai ad avvalersi, al passo con i tempi, delle più evolute tecnologie, conservando il rigore scientifico che da sempre l’ha contraddistinta. Dopo il Museo Virtuale delle Arti Tessili con le sue 14 stanze dedicate alla storia del merletto, oggi la collezione è presentata attraverso una mostra virtuale, ambientata in una delle dimore storiche più belle dell’Umbria. Dal titolo “Tradizioni di matrimonio e d’amore”, la mostra racconta sentimenti e passioni di ogni tempo attraverso ventagli, fazzoletti, bordure, doni d’amore e gioielli, in un viaggio che coinvolge città e personaggi che hanno fatto la storia del merletto e del costume.

Un museo dove c’è spazio per tutto. Dalle godibili note di approfondimento alle curiosità, che arricchiscono l’esplorazione con aneddoti e racconti particolari.

Usanze legate alle straordinarie vicende di tante merlettaie.

Una di loro maneggiava i fuselli a velocità sorprendente e la sera, davanti al lume, poneva una bottiglia piena d’acqua per concentrare la tenue luce sul lavoro come una lente d’ingrandimento. Richieste bizzarre: Luigi XIV, che avrebbe mandato un commesso a Venezia con l’incarico di farsi realizzare un collo da eseguire ad ago con finissimi capelli bianchi, per indossarlo il giorno dell’incoronazione. E leggende romantiche, come quella della giovane merlettaia che ricevette in dono da un marinaio un ramo di corallo e, colpita da tanta bellezza, pensò di riprodurlo nei suoi lavori ad ago, creando la tecnica del Punto Corallo. O aforismi snob, fra i quali quello di Madame de Stael, capace di distinguere da un movimento del ventaglio, sempre e rigorosamente di pizzo, la principessa dalla contessa oppure la marchesa dalla popolana. C’è anche un’arca di filo nel museo: una selezione di lavori che rivelano ed evidenziano, grazie ad un sofisticato sistema di rendering, figure zoomorfe simboliche, allegoriche e mitologiche. Finestre aperte su dimensioni parallele tutte da sognare.

Ma il Museo delle Arti Tessili di Arnaldo Caprai è soprattutto un mezzo virtuale che fornisce testimonianze tangibili: l’enorme patrimonio culturale, lo splendore dell’arte tessile e l’amore di un collezionista. Cuciti insieme, a confezionare un intrigante e affascinante mondo fatto di merletto. “

TRATTO DALLA PUBBLICAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI PERUGIA, “UMBRIA DELLE MIE TRAME. Tessuti, merletti e ricami: gli itinerari dell’alto artigianato artistico”, testi a cura di Federico Fioravanti

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