La bellezza del Trasimeno, lago più antico d’Italia

Gli Antichi Umbri, il primo popolo che abitò l’Italia, lo chiamavano Tarsmeno, “quello che si prosciuga”. Un grande lago, tondo, capace di mutare di continuo forma e colori, a seconda del ritmo delle piogge.
Nella lingua degli Etruschi, per assonanza, diventò Tarsminass. Un nome entrato nella storia dell’archeologia: fu impresso nel bronzo, più di 22 secoli fa, in uno dei sette frammenti della Tabula Cortonensis, il manufatto etrusco riemerso in Valdichiana nel 1992. Si parla delle acque di Tarsminass a proposito dell’atto di vendita di fertilissimi terreni agricoli da parte di un altolocato personaggio di
Cortona.

Il Trasimeno è il lago più antico d’Italia: ha circa un milione di anni. Nella depressione di origine tettonica che lo accoglie si è accumulata, per circa cinque milioni di anni, una pila enorme di sedimenti spessa più di 600 metri.

È anche l’unico lago italiano ad essere ospitato in una depressione originata da un movimento tettonico, come è accaduto, nel resto del mondo, per il Mar Morto, il Tanganica, il Titicaca e il Bajkal.

Con oltre 120 km quadrati è anche il lago più esteso dell’Italia centrale. Il quarto della penisola, dopo il Garda, il Lago Maggiore e il Lago di Como. Lo specchio d’acqua, che riceve apporti da un ridotto bacino scolante, è largo quasi 15 km con un perimetro di 53 km. Le acque, in media, sono profonde meno di 6 metri.

Tre verdissime isole emergono dal lago: la Maggiore e la Minore a nord, davanti a Tuoro e Passignano e l’isola Polvese, la più grande, sul lato opposto, solo a qualche centinaio di metri dall’abitato di San Feliciano.

Dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia “L’Umbria del Trasimeno

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