I vigneti umbri: un viaggio nel tempo

Gli Etruschi abitavano questa terra sin dall’antichità, occupando la sponda destra del Tevere; su quella sinistra, invece, viveva il popolo degli umbri. Nel 395 a.C. i Romani si imposero su Umbri, Etruschi, Galli e Sanniti, prendendo possesso della regione.

Dopo la sconfitta del console Flaminio sul Lago Trasimeno ad opera dei Cartaginesi di Annibale, Perugia offrì rifugio alle truppe romane in ritirata e Spoleto si oppose ai nemici. Alla caduta dell’Impero Romano queste terre subirono gli assedi e le devastazioni barbariche, soprattutto le città situate sulla strada di Roma, per la loro importanza strategica. I Longobardi crearono il potente ducato di Spoleto.

L’età comunale fu un momento di grande splendore per l’Umbria, nonostante le rivalità e le continue lotte tra i vari comuni. In quest’epoca troviamo figure di condottieri leggendari come il Gattamelata, Braccio da Montone, Niccolo Piccinino.

Dal 1540 fino alla fine del ‘700 la regione fu sotto il dominio dello Stato della Chiesa. Durante la dominazione napoleonica divenne il dipartimento del Trasimeno sino al 1860, quando l’Umbria fu annessa al Regno d’Italia.

Per quanto riguarda la viticoltura, i primi cenni storici derivano da Plinio il Vecchio, nella sua opera enciclopedica, «Naturalis Historia». Reperti archeologici come anfore vinarie, vasche o patene fanno risalire indietro nel tempo all’epoca etrusca.

Del resto la configurazione orografica, la natura dei terreni e le condizioni climatiche offrono alla vite un habitat ottimale. Ogni valle è ben protetta da gruppi montagnosi sparsi nel territorio e la piovosità è ben distribuita nel corso dell’anno. Normalmente le precipitazioni sono abbondanti durante i mesi freddi e le estati sono assolate senza, però, che i vigneti subiscano effetti devastanti dalle temperature eccessive e dalla siccità.

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