Dolce come…il miele

 

In una terra verde e suggestiva come l’Umbria, l’apicoltura è una tradizione antica come i suoi monasteri e le sue torri.

Basta osservare con calma e il nostro sguardo coglierà, a ridosso di un vecchio casolare o nell’ondeggiar e primaverile dei prati freschi di pioggia, le arnie di qualche apicoltore che, con cura e sapienza, alleva le sue api in attesa del dolce raccolto. Si potranno trovare anche strutture moderne in grado di analizzare, vagliare, selezionare e conservare in eleganti confezioni il prezioso frutto del lavoro dell’ape e dell’apicoltore.

Mieli liquidi e mieli cristallizzati. La maggior parte del miele tende a cristallizzare per fenomeni spontanei e del tutto naturali. Cosicché mieli come quelli di Millefiori, Trifoglio, Sulla, Girasole, dopo qualche settimana dalla loro estrazione dai favi cominciano a formare una pasta via via più compatta e densa. Altri come il miele di Castagno e di Acacia, possono restare liquidi per molti mesi senza cambiare il loro aspetto.

Per riportare il miele cristallizzato allo stato liquido, è sufficiente scaldare il vaso a bagno maria senza superare i 40° centigradi. Ma attenzione… il calore, soprattutto se mal controllato può distruggere le preziose qualità biologiche degli enzimi, delle vitamine e dei fattori antibiotici contenuti nel nostro miele. Questo naturalmente vale per godere appieno delle sue benefiche proprietà. Se poi volessimo usarlo in cucina potremmo anche sacrificare questo aspetto per gustarne altri.

(tratto da “SAPORI DI UNA TERRA – Prodotti tipici della Provincia di Perugia” a cura dell’Assessorato allo Sviluppo Economico della Provincia di Perugia e della Camera di Commercio di Perugia)

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