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PERUGIA NASCOSTA: itinerario tra i vicoli del centro storico

 

Una guida che,  attraverso i tanti vicoli e le numerose piazzette che caratterizzano il cuore di Perugia, offre al turista l’opportunità di approfondire la conoscenza del centro storico, proponendo itinerari meno noti che si snodano tra i cinque rioni storici della città: Porta Sole, Porta Sant’Angelo, Porta Santa Susanna, Porta Eburnea e Porta San Pietro.

Ogni itinerario parte dal centro (piazza IV Novembre, piazza Matteotti, corso Vannucci) per poi tornare al punto di partenza, come è visualizzato in ciascuna mappa, lasciando la possibilità di personalizzare il percorso secondo i propri tempi e le proprie esigenze

La visita, che può durare dalle due alle tre ore, si svolge solo in esterno, privilegiando aspetti meno noti rispetto ai monumenti più famosi della città.

Perugia nascosta è inoltre corredata da quattro approfondimenti con itinerari “tematici”, che attraversano il centro storico alla ricerca di “fonti e fontane“, “belle viste“, “mura e porte etrusche“, “parchi e giardini“, tutti consultabili tra queste pagine.

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AGILLA E TRASIMENO: LA LEGGENDA DEL LAGO

Non mancano nella mitologia e nella storiografia classica, i richiami alle origini del Lago Trasimeno, che nel corso dei secoli ha assunto le più svariate denominazioni: Clitonio, Agillino, Plestina (definito così dallo storico Appiano) e Lago di Perugia.

Piace però pensare che le origini di questo lago la cui forma, ai più romantici, ricorda quella di un cuore, siano riconducibili alla storia d’amore leggendaria, suggestiva e popolare, di Agilla e Trasimeno.

Narra la leggenda che Agilla, la ninfa del lago, si fosse follemente innamorata del bellissimo principe Trasimeno, figlio del re etrusco Tirreno, che riuscì ad attirare con il suo canto suadente, proprio al centro del lago, nei pressi dell’Isola Polvese.

Qui sbocciò l’amore tra i due giovani che, con il consenso del re Tirreno, dapprima contrario alle nozze, si sposarono. Ma la loro felicità durò il tempo di un giorno: Trasimeno decise di fare un bagno nel lago. Mentre Agilla lo guardava dalla riva, il giovane, improvvisamente, finì sott’acqua, senza riemergere.

La ninfa continuò a cercarlo incessantemente giorno dopo giorno, esplorando anche ogni imbarcazione che attraversava le acque, fin quando, esausta, terminò i suoi giorni su una barca in mezzo al lago.

Da quel momento, nelle serate d’estate, quando la brezza sorvola le acque del lago facendo ondeggiare le foglie degli alberi che lo circondano, sembra di sentire un lamento: è il canto della ninfa Agilla, alla ricerca del suo bellissimo principe!!!

E quando il lago si increspa e un’onda rischia di fare rovesciare le barche, è la ninfa che crede di avere ritrovato il suo Trasimeno.

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RITRATTI DI STORIA:EUGUBINO-GUALDESE

Dolcemente adagiato sulle pendici dell’Appennino, l’Umbria custodisce un territorio unico e affascinante.

Un luogo ricco di suggestioni, in cui l’assoluta simbiosi di arte e natura infonde al paesaggio un’essenza di misticismo e ascetica bellezza, permeandolo di un fascino fuori dal tempo: è il comprensorio Eugubino-Gualdese.

Un viaggio nell’area nord orientale dell’Umbria, attraverso i centri di Valfabbrica, Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, Gubbio.

Contemplazione, arte, natura, sport…tutto questo in un contesto ambientale e naturalistico riconosciuto come uno dei più affascinanti del centro Italia.

Qui il video completo https://www.youtube.com/watch?v=Rr5cykyXt24

Questa nuova proposta della collana “Ritratti di storia” si affianca a quella dedicata all’area del Trasimeno e a quella del comprensorio dell’Alta Valle del Tevere .

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RITRATTI DI STORIA: VIAGGIO INTORNO AL TRASIMENO

Il Perugino, il divin pittore Pietro Vannucci, è l’ambasciatore di un viaggio tra i luoghi del Trasimeno che ispirarono le sue opere “dall’aria angelica et molto dolce”.

Lasciati guidare attraverso le immagini che come tratti di pennello dipingono colline, pianure, alberi, ruscelli, dei borghi di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno.

Percepirai il continuo dialogo tra l’arte e il paesaggio, coglierai i tratti di storia passata che continua a vivere nel presente, nelle architetture, nelle torri, nei palazzi signorili, nelle abbazie: testimoni silenziosi della fervente attività culturale che ha interessato queste terre.

https://www.youtube.com/watch?v=C1mnegk_VtI

E la collana Ritratti di Storia continua con i percorsi dedicati all’area Eugubino Gualdese e dell’Alta Valle del Tevere.

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Da Valfabbrica a Poggio San Dionisio: sui passi di San Francesco

 

Una serie di itinerari ispirati al percorso intrapreso da San Francesco quando, nel 1207 subito dopo la sua spoliazione pubblica sulla Piazza di Assisi, partì dalla sua casa per giungere a Gubbio.
L’occasione per incamminarsi lungo un sentiero ancora selvaggio, immerso tra i boschi tipici dell’Umbria: oltre 40 chilometri suddivisi su diversi percorsi da godersi a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Il tutto completato da un panorama appagante, che fu dello stesso Francesco, estimatore attento e profondo della natura, riflesso del volto di Dio.

Due importanti centri storici immersi nel cuore della verde Umbria entrambi caratterizzati da strutture Medievali in ottimo stato di manutenzione. Non meno suggestivo appare il paesaggio caratterizzato da vallate attraversate da numerosi torrenti. La morfologia del territorio ha fatto si che questa zona conservasse pressoché inalterata l’antica civiltà contadina umbra. I numerosi boschi, costituiti prevalentemente da specie arboree tipiche dell’ambiente collinare preappenninico, insieme pile numerose specie di animali in essi presenti rendono questa breve escursione alquanto suggestiva e ricca di emozione.

Arrivati a Valfabbrica parcheggiare l’auto e proseguire a piedi, prendere la via in prossimità di un ristorante e percorrerla tutta.
Arrivati in cima alla salita troviamo 3 strade, ignorare sia quella di destra che di sinistra e proseguire diritti per la strada bianca. Dopo circa 200 mt. in leggera discesa ci troviamo in prossimità di un maneggio, proseguire per la strada bianca costeggiando la recinzione a sinistra, mentre alla nostra destra abbiamo il torrente “Rio della Bionda”. La vallata che percorriamo ci appare subito nella sua bellezza, infatti i numerosi boschi (Ornostrieti) ben governati e preservati da tagli selvaggi, offrono al visitatore uno scenario alquanto suggestivo.
A circa 100 metri dalla recinzione del maneggio troviamo un ponticello che attraversa il torrente, ignorando il primo sentiero a destra e proseguendo per altri 150 mt. circa, troviamo sulla sinistra due sentieri distaccati fra loro circa 20 mt., ignorando il primo, si prende il secondo dopo aver guadato il torrente. Da qui non dobbiamo lasciarci scoraggiare dalla ripida, ma breve salita che ci porterà dopo circa 200 mt. fino alla località di Poggio S. Dionisio. Inizialmente, dopo il guado il sentiero costeggia sulla destra un piccolo appezzamento di terreno coltivato per poi immetterci in mezzo alla fitta, ma suggestiva vegetazione che protegge il sentiero fino ad una casa colonica (Voc. Cannarecole).
Da qui il sentiero da mulattiera si trasforma in strada bianca che, dopo un breve tratto, ci porta a ridosso del centro abitato. Una volta in cima al sentiero troviamo alla nostra sinistra un piccolo cimitero, prendendo a destra e facendo circa 100 metri di strada pianeggiante ci troviamo a Poggio S. Dionisio.
Il panorama che si può gustare da questo posto è notevole; a sud-ovest si riesce a scoprire Perugia, a est sud-est ci appare imponente ed estremamente vicino il Monte Subasio, a nord-ovest due castelli, il più vicino “Giomici” caratterizzato da due torri, mentre quello più lontano il castello della “Biscina”. Una visita al grazioso centro di Poggio S. Dionisio è consigliata.
A questo punto si riprende in discesa per la strada asfaltata che dopo circa 1,5 Km ci riporta al centro di Valfabbrica. Anche qui si consiglia la visita al suggestivo centro storico il “Pedicino” caratterizzato da torri medioevali e da graziose vie risalenti al 1100.

TEMPI: circa 3 ore comprese le soste

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Forre del Rio Grande: sui passi di San Francesco a Valfabbrica

Una serie di itinerari ispirati al percorso intrapreso da San Francesco quando, nel 1207 subito dopo la sua spoliazione pubblica sulla Piazza di Assisi, partì dalla sua casa per giungere a Gubbio.
L’occasione per incamminarsi lungo un sentiero ancora selvaggio, immerso tra i boschi tipici dell’Umbria: oltre 40 chilometri suddivisi su diversi percorsi da godersi a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Il tutto completato da un panorama appagante, che fu dello stesso Francesco, estimatore attento e profondo della natura, riflesso del volto di Dio.

Ecco uno degli itinerari più suggestivi e più interessanti sia a livello paesaggistico che vegetativo.
A confine fra il comune di Valfabbrica e di Assisi il torrente “Rio Grande” ci offre un paesaggio ancora incontaminato dalla presenza umana, caratterizzato da una formazione vegetativa costituita prevalentemente da specie arboree ed arbustive tipiche della macchia mediterranea. Le numerose specie termofile qui presenti ci fanno capire che sia a livello geologico che a livello climatico ci troviamo in una sacca atipica della zona preappenninica dove è presente un microclima anomalo, ma grazie a questo ed alla morfologia accidentata dal terreno, le forre del Rio Grande offrono all’attento e rispettoso visitatore uno scenario unico per la sua bellezza.

Arrivati a Valfabbrica (SS. 318) per chi viene da Perugia in prossimità dell’inizio del paese, lasciare la statale e girare a destra e seguire l’indicazione Strada Francescana-“Pieve S. Nicolò.

Dopo 150 mt. circa e dopo aver attraversato un ponticello, percorrere altri 40 mt. e girare a destra ignorando la strada in salita che lasciamo alla nostra sinistra. Da qui percorrere circa 600 mt. fino ad arrivare alla località il Pioppo. Qui la strada si biforca aggirando un bellissimo casale ristrutturato. Prendere a sinistra per la strada bianca, costeggiando il torrente Rio Grande. Dopo circa 1 Km troviamo sulla nostra destra una stradina bianca che attraversando il torrente tramite un ponticello si immette in un fitto sottobosco. Ignorando questa, a circa 10 mt. da questo incrocio possiamo vedere che la strada gira bruscamente a sinistra iniziando a salire. In prossimità di questa curva lasciare la macchina e proseguire a piedi.

Seguendo il sentiero che costeggia il torrente Rio Grande prendere sempre verso sinistra per circa 300 mt. dopo aver attraversato una radura incolta e pianeggiante. A questo punto sembra che il sentiero finisca, ma così non è, superando una piccola scarpata alla nostra destra ci troveremo di fronte ad un agevole guado, attraversato questo seguire sempre il sentiero che costeggia il torrente. Attraversando una seconda radura il paesaggio già da questo punto del sentiero ci appare in tutta la sua bellezza. Circondati da lecci (Quercus ilex) piante arboree sempre verdi tipiche della macchia mediterranea: Spartium iunceum (ginestra), Citisus scoparius Junipertib oxicedrus (ginepro rosso), Smilax aspera (straccia brache). Ci rendiamo conto che in pochi metri percorsi siamo passati da un ambiente vegetativo caratterizzato dal Lauretum freddo ad un ambiente del Lauretum caldo, tipico delle coste tirreniche. Quello che la natura ha fatto in questa zona è veramente unico ed irripetibile.

Seguendo il sentiero lungo il torrente, dopo circa 10 minuti di cammino ci troviamo di fronte ad una mulattiera scavata sulla roccia alla nostra sinistra. mentre alla nostra destra il sentiero diventa sempre più sfatto e ci costringerà ad effettuare un altro facilissimo guado. Ignorando la mulattiera di sinistra (si fa notare che la strada termina dopo appena 20 mt.) si prende il sentiero di destra e da questo punto in avanti seguendo il sentiero principale e seguendo il torrente ci troviamo nelle forre del torrente Rio Grande.
Descrivere il sentiero qui non è facile anche perché la morfologia impervia della zona impedisce dì chiudere il percorso ad anello; quindi usando la massima cautela, risalendo il torrente, ci troveremo di fronte a delle gole che rendono alquanto difficile il proseguo del cammino, quindi a questo punto si consiglia di ritornare indietro percorrendo il sentiero in senso inverso.

TEMPI
Due ore circa

 

 

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Dal Castello di Coccorano a Sambuco: sui passi di San Francesco a Valfabbrica

Una serie di itinerari ispirati al percorso intrapreso da San Francesco quando, nel 1207 subito dopo la sua spoliazione pubblica sulla Piazza di Assisi, partì dalla sua casa per giungere a Gubbio.
L’occasione per incamminarsi lungo un sentiero ancora selvaggio, immerso tra i boschi tipici dell’Umbria: oltre 40 chilometri suddivisi su diversi percorsi da godersi a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Il tutto completato da un panorama appagante, che fu dello stesso Francesco, estimatore attento e profondo della natura, riflesso del volto di Dio.

Percorrendo le colline che circondano il Lago di Valfabbrica, con questo sentiero si possono vedere 3 centri storici risalenti al 1200 (Castello di Coccoranaccio, Castello di Coccorano, Sambuco). Attraversando i boschi che caratterizzano la zona preappenninica dell’Umbria è possibile avvistare anche numerosi rapaci (poiane, gheppi, nibbi comuni e reali).
Da Perugia si raggiunge Valfabbrica (SS. 318), dopo circa 2 Km oltrepassato Valfabbrica in direzione Gualdo Tadino si svolta a sinistra seguendo le indicazioni Lago di Valfabbrica-Strada Francescana. Arrivati sul lato sinistro del muraglione della diga sul fiume Chiascio, ci troveremo di fronte dopo circa 200 metri i ruderi del Castello di Coccoranaccio, si parcheggia la macchina e si prosegue a piedi.

TEMPI Circa 3 ore e mezzo escluse le soste

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Da Monteverde a Monte delle Cerque: sui passi di San Francesco a Valfabbrica

Una serie di itinerari ispirati al percorso intrapreso da San Francesco quando, nel 1207 subito dopo la sua spoliazione pubblica sulla Piazza di Assisi, partì dalla sua casa per giungere a Gubbio.
L’occasione per incamminarsi lungo un sentiero ancora selvaggio, immerso tra i boschi tipici dell’Umbria: oltre 40 chilometri suddivisi su diversi percorsi da godersi a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Il tutto completato da un panorama appagante, che fu dello stesso Francesco, estimatore attento e profondo della natura, riflesso del volto di Dio.

Da Monteverde, piccolo paese di alta collina che si affaccia con vista panoramica verso i colli perugini e i monti Martani, si parte per una non difficoltosa ma suggestiva passeggiata immersa nel verde pre-montano tipico dell’Umbria.

Da Perugia si raggiunge Valfabbrica (SS. 318), da qui si seguono le indicazioni Coccorano-Monteverde, dopo circa 10 Km di salita si giunge a Monteverde dove si parcheggia la macchina e si prosegue a piedi.
Dopo aver parcheggiato l’auto all’interno del paese si percorrono circa 100 metri andando verso Coccorano seguendo la strada principale costeggiando sulla sinistra una fitta pineta di Pinus nigra (pino nero).
Al primo bivio si prende una strada in lieve discesa a sinistra, lasciandoci sulla destra la strada principale. Dopo aver lasciato un casale sulla sinistra a circa 60 mt dal bivio sopra citato si segue sempre la strada principale che dopo una curva a destra inizia a salire dolcemente portandoci verso il “Monte delle Cerque”.
Fatto circa 1,5 Km in prossimità di un altro casale sempre sulla sinistra, arriviamo ad un trivio dove ignorando la strada bianca a sinistra e la strada bianca a destra troviamo, sempre a destra, una strada sterrata che apparentemente sembra riportarci indietro, ma in effetti è la strada sterrata che si inerpica dolcemente alla radura del “Monte delle Cerque”.
Presa la strada sterrata ci lasciamo alle spalle il vicino paese di Fratticiola Selvatica; a sinistra troviamo sotto di noi tutta la vallata del fiume Chiascio con ben in evidenza il relativo invaso che si spinge fino all’orizzonte dove troviamo compatta la catena appenninica umbro-marchigiana, mentre a destra troviamo in primo piano i colli perugini ed i Monti Martani. Questo punto del percorso appare particolarmente suggestivo sia nel periodo autunnale che invernale, infatti durante il tramonto con giornate particolarmente limpide, il sole definisce con particolare fascino i colli perugini e la stessa città di Perugia.
La vegetazione che qui troviamo è tipica del lauretum freddo, infatti l’azione dei forti venti che in queste zone insistono si evidenzia sia sulle specie arboree che arbustive, le quali essendo caratterizzate da Quercus cerris (certo), Quercus pubescens (roverella), Juniperus comunis ed oxicedrus (ginepro) non riescono a superare i 10 mt di altezza per le specie arboree e circa 1 mt per quelle arbustive.

Dopo aver percorso circa 200 metri in lieve salita e dopo aver attraversato un giovane querceto arriviamo in una radura panoramica di eccezionale bellezza. Durante il periodo estivo questo luogo non a caso è utilizzato per effettuare avvistamenti antincendio. All’orizzonte da nord a sud-est sì può vedere tutta la catena appenninica umbro-marchigiana dove a nord nord-est è ben visibile il Monte Cucco mentre ad est-sud est spicca la cima del Monte Vettore. Più vicino a noi (sud-est) si può vedere imponente il Monte Subasio.
Facendo particolare attenzione nei periodi caldi da qui è possibile inoltrarci nei numerosi sentieri del Monte delle Cerque; se dotati di un po’ dì fortuna e di un buon binocolo è possibile vedere i numerosi rapaci in volo: poiane, gheppi, nibbi e nibbi reali. Ritornati alla radura panoramica e lasciandoci alle spalle il sentiero che ci ha condotti fin qui, troviamo di fronte a noi una ciottolosa ed ampia mulattiera in discesa; presa questa dopo appena 150 mt. ci ritroviamo alla strada principale (Valfabbrica-Monteverde) in località C. Spinella. Da qui si procede a destra e dopo circa 2,5 Km ritorniamo al grazioso paesino di Monteverde.

TEMPI
Circa 2,5 ore comprese le soste.

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Da località La Valle di Arrone (Tr) a Tripozzo per un antico sentiero dell’olio

Il sentiero, un tempo utilizzato come collegamento con i muli tra il paese di Arrone e quello di Tripozzo, sale tra gli uliveti percorrendo il paesaggio tipico collegato alla tradizionale coltura dell’olivo.
Non distante dalla Fonte San Lorenzo, che si incontra lungo il sentiero a 485 m s.l.m. , sono visibili i resti di un antico mulino, la cui datazione presumibilmente riconducibile all’epoca romana, conferma l’importanza della coltivazione dell’olivo per l’area già da tempi antichi.
Il percorso si chiude raggiungendo il piccolo borgo rurale di Tripozzo, posto a mezza costa sulle pendici dell’omonimo monte, area archeologica nella quale sono stati rinvenuti materiale in ceramica, brani di murature, probabili tracce di edificio nel quale, tra il I sec a.C. ed il I sec. d.C., veniva eseguita una fase della lavorazione per la produzione di olio d’oliva.

PARTENZA: Arrone Loc. La Valle (321 m. s.l.m.)
ARRIVO: Tripozzo (560 m. s.l.m.)
DISLIVELLO: 239 m
TEMPO DI PERCORRENZA: ANDATA 1 ora – RITORNO 45 minuti
DIFFICOLTA’ : Facile
QUOTA MASSIMA: Tripozzo (560 m. s.l.m.)
ITINERARIO: segnalato