anguille

anguilla

Corpo allungato, serpentiforme, rotondeggiante nella parte anteriore e compresso in quella posteriore. Coperto di piccole squame e abbondante muco. Può assumere vari colori, dorsalmente può essere bruno/verdastra, grigio/brunastra o nerastra, sul ventre bianca/giallastra. I maschi hanno delle dimensioni che vanno dai 35 ai 50 cm, le femmine dai 100 ai 150 cm. Carni ottime, pregiate, grasse e saporite. Stagione adatta alla pesca: estate, autunno. Tecniche di pesca: tofo, tofone, fila, palamite (attrezzo da pesca formato da un insieme di ami montati ad intervalli regolari su un cavetto chiamato trave, per mezzo di spezzoni di filo chiamati braccioli). Esche: lombrico, gamberetto, latterino, lasca, tinchetta. Si pesca anche con canna da fondo – filo: 0,25/0,35 – ami: m. 6/9 – esche: lombrico, interiora di pollo. La pesca viene effettuata al crepuscolo o di notte. Spesso dopo la pesca viene lavorata in laboratori artigianali annessi ai punti vendita autorizzati ai sensi della L. 283/62, seguendo queste fasi: decapitazione, eviscerazione, spellatura, confezionamento, congelamento in tunnel ventilato, stoccaggio in celle frigo (18°C).

vino

Colli Martani DOC

I territori sulla sinistra del Tevere sono ricchi di testimonianze dell’attivita’ vitivinicola svolta nella zona dagli Etruschi prima e dai Romani poi (come testimoniano Marziale e Plinio il Vecchio).
Questa zona, che comprende una vasta area a Nord-Est e a Sud-Ovest del crinale dei Colli Martani, è in rapida ascesa qualitativa e si caratterizza per vini dalla buona attitudine al lungo invecchiamento.

Una recente modifica del disciplinare di produzione dei vini Colli Martani ha previsto che la denominazione sia riservata alle seguenti tipologie: Rosso, Sangiovese anche Riserva, Cabernet Sauvignon anche Riserva, Merlot anche Riserva, Bianco Trebbiano, Grechetto, Grechetto di Todi, Sauvignon, Chardonnay, Riesling e Spumante.
La produzione, diversamente da quanto accade nelle zone vicine, è incentrata sui monovitigni.

Il Colli Martani Grechetto D.O.C. si abbina a preparazioni poco strutturate: antipasti di molluschi, pesci e crostacei, primi piatti con sugo bianco di pesce, pesci pregiati di mare arrosto conditi con olio extravergine di oliva. Va servito a 10–12°C, in un calice per vini bianchi giovani e consumato entro due anni dalla vendemmia.

Il Colli Martani Sangiovese, invece, è ideale in abbinamento alle carni rosse, soprattutto se cotte alla brace e si consiglia la degustazione ad una temperatura di servizio di 18°C in calici allungati per i vini giovani e in calici ballon per vini invecchiati.

vino

Colli del Trasimeno DOC

Anche nella zona del Colli del Trasimeno la coltura della vite è antichissima, agevolata dal dolce clima lacustre e dai pendii collinari che favoriscono l’esposizione della vite ai raggi del sole: una prova di come la diversità del microclima favorisca la produzione di tipi diversi di vino.

Di recente varie aziende si sono impegnate per ottenere vini più strutturati e longevi. 
Il miglioramento della qualità e l’ampliamento della gamma sono stati recepiti nel nuovo disciplinare di produzione che ha introdotto nuove tipologie di vino Colli del Trasimeno: quattro vini bianchi (Secco, Bianco scelto, FrizzanteLe tradizioni e Vin Santo), cinque rossi (Rosso, Rosso scelto, Rosso Riserva, Frizzante e Novello), uno Spumante Classico, e poi svariati monovitigno
(Grechetto, Merlot, Cabernet Sauvignon, Gamay, Merlot Riserva, Cabernet Sauvignon Riserva e Gamay Riserva).

I comuni interessati sono Castiglione del Lago, Città della Pieve, Corciano,
Magione, Paciano, Panicate, Passignano sul Trasimeno, Perugia,
 Piegaro e Tuoro sul Trasimeno.

Il Colli del Trasimeno Rosso DOC, uno dei più conosciuti vini
della denominazione, è ideale per preparazioni piuttosto
strutturate: antipasti di salumi tradizionali, pastasciutta con ragù di carne, porchetta di maiale, animali da cortile cotti alla cacciatora, formaggi di media stagionatura. 
Va servito a 16–18 °C, in un calice per vini strutturati e consumato entro due-tre anni dalla vendemmia.

Il Bianco secco può invece essere abbinato ad antipasti magri, zuppe di pesce con sughi leggeri, pesce di lago arrosto o alla griglia, filetti di pesce al burro e salvia e viene servito in un calice svasato a 10-12°C. 
In versione Spumante va servito in flûte a 8°C.

vino

Colli Altotiberini DOC

Il Colli Altotiberini DOC prendono il nome dalla zona collinare attraversata dal Tevere, nei comuni di Citerna, Città di Castello, Gubbio, Monte Santa Maria Tiberina, Perugia, San Giustino ed Umbertide.

Le tradizioni vitivinicole della zona risalgono ai Romani (le vigne sono citate con ammirazione da Plinio il Vecchio), e ancor prima agli Etruschi. 
Andrea Bacci, nel XVI secolo, descrive così la zona: “sui due lati del Tevere si allargano campi festosi e ricchi pascoli, dai quali si innalzano dolci colline, rivestite in parte di lunghe file di olivi e in parte di vigneti curatissimi”.

Il vino è attualmente prodotto nelle tipologie bianco, rosso e rosato.

Il Bianco si accompagna ai piatti di pesce delicati, primi piatti al sugo di pesce d’acqua dolce, fritture di pesce di lago e viene servito a 10-12C in un calice svasato.

Il Rosso si accompagna a salumi freschi, primi piatti con sughi di pomodoro, carni bianche grigliate o arrosto, pollame, formaggi vaccini freschi e va servito in un calice allungato a 16-18 C.

Il Rosato si associa ad antipasti saporiti, risotti alle erbe, zuppe piccanti di pesci di lago, anguilla alla brace, frittate contadine e si degusta in calici ampi e aperti a 12-14C.

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Assisi DOC

La zona di Assisi è il territorio di produzione della provincia che più di recente ha ottenuto il riconoscimento DOC. La DOC Assisi prende il nome dalla città più rappresentativa dell’area geografica in cui viene prodotto: la città di San Francesco, conosciuta nel mondo per gli affreschi di Giotto.
I vini appartenenti a questa DOC derivano da vigneti ubicati in terreni favorevolmente esposti, nella fascia collinare compresa tra 180 e 550 metri sul livello del mare, in una parte del territorio dei comuni di Assisi, Spello e Perugia. Il vino DOC Assisi è prodotto da un numero ristretto di aziende che hanno comunque buoni risultati sul mercato per la qualità interessante del vino, prodotto nelle tipologie bianco, rosso, rosato, novello e grechetto.
L’Assisi Rosso DOC è ideale per la cacciagione e per i piatti più strutturati. 
Va servito, con un calice a ballon, a 18–20°C. Il Novello può essere utilizzato per qualsiasi portata, ma si sposa particolarmente bene con formaggi, salumi e castagne. 
Il Rosato si abbina a piatti leggeri, come minestroni o pastasciutte con verdure, e va servito in calici ampi e aperti a 12-14°C, mentre il Bianco è ottimo per accompagnare pietanze di pesce e va servito nel calice svasato a 10-12°C.

brustengolo

Brustengolo

Si tratta di un dolce secco, basso di forma rettangolare o rotonda, diffuso nelle provincia di Perugia

Un tempo era un dolce tipico del periodo autunnale. Oggi si produce tutto l’anno.
“E’ un dolce rustico e popolare tipico di Perugia e delle campagne circostanti dove il granoturco era coltivato in modo
estensivo”. (Tratto da: ROSSI Remo, Ricettario dell’Antica Tradizione Gastronomica dell’Umbria – Anno 2000, Associazione Gastronomica
dell’Umbria, 1999).

Ingredienti: farina di mais, acqua, mele tagliate a fette, uvetta, pinoli, buccia di limone grattugiata, zucchero, gherigli di noce, semi di anice (oppure mistrà), olio di oliva.
Lavorazione: si impasta, a mano o con impastatrice, la farina di mais con acqua calda leggermente salata fino a raggiungere una specie di polenta abbastanza molle. Si aggiungono gli altri ingredienti amalgamando bene il composto. Si stende il composto su una teglia alluminata ben unta fino a
raggiungere lo spessore di 2 cm. circa. Si cuoce in forno a 180°C per circa 20/30 minuti.
Conservazione: il prodotto fresco va conservato ad una temperatura di circa 6°/8° C per 2/3 giorni al massimo.

*Il brustengolo, o brustengo, non va confuso con l’eugubino “brustengo” che è sinonimo di “arvoltolo”.

pici

Pici – Umbricelli – Strangozzi

I pici sono molto diffusi in particolare nei Comuni di Castiglion del Lago, Panicale, Città di Castello,dove sono meglio conosciuti come umbricelli. Sono grossi spaghetti fatti a mano con farina e acqua. Ingredienti: farina di grano tenero, acqua.
Lavorazione: gli ingredienti vengono lavorati a mano (o con impastatrice); una volta ottenuto un impasto omogeneo, viene tirata la sfoglia con il rasagnolo di legno su spianatoia di legno, dello spessore di circa 5/8 mm.; si tagliano in orizzontale delle strisce di pasta (larghe circa 10 cm.), a loro volta tagliate in piccole strisce (larghe circa 1 cm.), le quali vengono lavorate (arrotolate) a mano
sulla spianatoia fino a formare dei grossi spaghetti lunghi circa 25/30 cm..
Conservazione: essendo un prodotto fresco, va conservato per 1/2 giorni al massimo, a temperatura di circa 4°C, su vassoi per alimenti.