copertina L'UMBRIA DEL TRASIMENO

L’UMBRIA DEL TRASIMENO

 

“Un velo d’acqua su un prato”

… con questa celebre immagine il grande storico dell’arte Cesare Brandi riassumeva il fascino del lago Trasimeno: un paesaggio vasto e quieto, capace di riconciliare con il mondo.

Uno scenario animato, languida cornice a tesori d’arte, cultura, tradizioni, natura e sapori, dove si muovono operosi protagonisti che dal passato hanno attinto attività che del lago permettono di preservarne l’anima autentica.

Ogni giorno sulle rive del grande lago dell’Umbria si rinnova lo spettacolo di un paesaggio straordinario: uliveti a perdita d’occhio, boschi verdissimi e morbide colline, a contorno di acque che appaiono di colori diversi ad ogni ora del giorno. Un ambiente ancora incontaminato e vero attorno al quale ruota tutta l’economia dell’area, dall’agricoltura al turismo fino alla pesca professionale.

Un lago da gustare anche attraverso i suoi pesci, da assaporare in ricette e preparazioni che ne esaltano una bontà a km zero.

Buon viaggio tra le pagine di questa pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia che rinnova il suo impegno nell’esaltare le tante ricchezze che la terra umbra regala!

L’UMBRIA DEL TRASIMENO 2020

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LA TORTA DI PASQUA IN UMBRIA

 

Torte di Pasqua al formaggio e dolci, entrambe preparate con molte uova, sono l’argomento di questo lavoro, che naturalmente propone soltanto alcune delle molte varianti tradizionali e di quelle possibili.

Le ricette non pretendono di dare un catalogo completo delle torte pasquali, ma di certo sono un’indicazione delle tendenze delle varie zone, della prevalenza dell’uso del dolce piuttosto che del salato o viceversa, della presenza o meno di spezie o di altri particolari ingredienti. Dietro ogni torta si può leggere la microstoria di un territorio, la varietà di mondi che costituiscono il cuore verde d’Italia. Talvolta si trovano ancora torte preparate secondo ricette tramandate di generazione in generazione, i cui ingredienti o la cui preparazione indicano una diretta discendenza medievale o più antica ancora, in uno stesso luogo vi possono essere varianti dovute alla classe sociale o di famiglia.

Il volume della Camera di Commercio di Perugia è consultabile qui LA TORTA DI PASQUA IN UMBRIA

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L’UMBRIA DELLE CARNI

La Camera di Commercio di Perugia promuove e sostiene la grande tradizione della carne umbra di qualità. Una valorizzazione dell’immagine della carne Umbra, bovina e suina, patrimonio identitario della nostra terra, della sua economia, ma anche della sua cultura e del suo modo di vivere e alimentarsi.
“L’Umbria delle Carni” guida il lettore in un percorso alla riscoperta delle tradizioni umbre legate ai bovini e ai suini, soffermandosi sui valori nutrizionali e di gusto della loro carne e offrendo pratici consigli per la scelta del taglio giusto, per la conservazione della carne e la sua preparazione,sia con tecniche base sia con ricette umbre o gourmet. La pubblicazione è inoltre “condita” da un vocabolario e da tante curiosità, proverbi, usanze, il tutto corredato da tante fotografie, riferite principalmente agli animali, bovini e suini, allevati in Umbria.

Qui la guida completa Umbria_delle_Carni_

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L’Umbria dello zafferano

Una vocazione, quella della terra umbra per questa nobile spezia, tanto preziosa quanto apprezzata, che è rifiorita, con rinnovato e vivace entusiasmo, in questi ultimi anni, attingendo con saggezza alle esperienze di un passato importante, come fosse un patrimonio prezioso dal quale trarre ispirazione.

Un lavoro in cui l’elemento umano è esclusivo: dalla preparazione del terreno, alla scelta dei bulbi fino al momento della sfioratura e del confezionamento del prodotto finale.

Le pagine di questo opuscolo, oltre che soddisfare curiosità su origini, peculiarità ed utilizzi, antichi ed attuali, dello zafferano, ci raccontano delle terre che lo ospitano e delle persone che ne hanno cura: una coltura ricca di fascino che più di nessun ‘altra sa esaltare il concetto di una agricoltura di qualità invece che di quantità. 

Qui è possibile scaricare il volume completo L’Umbria dello zafferano

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LA TORTA AL TESTO IN UMBRIA

La torta al testo è un alimento estremamente semplice nella preparazione tradizionale, ma che ha una sua storia, molto radicata nella terra umbra.

La sua lontanissima origine può risalire, infatti, alla civiltà degli antichi Umbri, con prosecuzione nel mondo della classicità latina. Ma, soprattutto, la torta, prima di farina di granturco, poi di grano, ha rappresentato un pilastro nella preparazione dei cibi presso le famiglie contadine del nostro territorio sostituendosi, in alcuni casi, al pane e, per lo più, convivendo accanto ad esso.
Nella pubblicazione “La torta al testo in Umbria” rivive, dunque, attraverso la descrizione analitica dei momenti che prevedevano il suo consumo ed un adeguato materiale iconografico, un mondo ormai definitivamente scomparso, ma non certo dimenticato da molti di noi umbri, che hanno da esso ascendenze familiari, più o meno lontane.
In contesti completamente diversi, la torta è sopravvissuta alla miriade di proposte gastronomiche tipiche della più sfrenata modernità consumatrice, rappresentando, ancor più nell’attualità, un caso esemplare di recupero, rivisitazione ed adattamento della tradizione ad esigenze e strategie commerciali da parte di operatori del settore della ristorazione.
La torta al testo si è conquistata tra i piatti tipici locali un posto di assoluto rilievo: un “sapore di territorio” della più autentica cucina tradizionale della Regione Umbria.

Qui è possibile scaricare il volume della Camera di Commercio di Perugia La torta al testo in Umbria

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Le Arti nel medioevo a Perugia

Alla fine del Duecento in Perugia molte sono le attività organizzate in Arti o corporazioni che, prendendo a modello il Comune, hanno propri statuti e un proprio organigramma costituito da un camerlengo coadiuvato da più rettori, un consiglio, massari, talvolta un proprio tribunale dove si dibattono cause coinvolgenti i propri iscritti. Il primo interrogativo che gli studiosi si sono posti è relativo alla quantificazione del numero delle Arti a perugia. Annibale Mariotti (medico ed erudito settecentesco) compilò nel 1786 un elenco delle Arti perugine basato sullo spoglio delle matricole (cioè dell’elenco degli iscritti) appartenenti ad epoche diverse; il numero di numero di quarantaquattro arti da lui indicato è stato poi confermato da studi successivi se pure sulla base di documenti diversi. Altro tema è quello della gerarchia delle Arti, generalmente distinte in “grosse” e “minute” (o “maggiori” e “minori”) secondo un criterio che tiene conto di più elementi: la consistenza economica e numerica degli associati, la collocazione di ogni professione all’interno del processo produttivo e del mercato urbano, la maggiore o minore partecipazione dei suoi aderenti alla vita politica. tale gerarchia è legibile in un capitolo dello statuto in volgare del 1342 dove si parla di “luminarie” ovvero delle solenni processioni per le feste di Sant’Ercolano e della Vergine, processioni nelle quali le Arti sfilavano dietro le autorità cittadine secondo un ordine non casuale, bensì sicuramente gerarchico, stabilito in base ai parametri sopra detti: almeno nel 1342 gli iscritti al Cambiosfilano subito dietro quelli della Mercanzia e immediatamente prima della “Calzolaria”, e poi seguono tutte le altre.

La maggioranza delle Arti lavora per il mercato locale e solo poche (i cambiatori, i mercanti non specializzati, gli artigiani lanieri e i calzolai) si spingono fuori dalla regione o addirittura all’estero approfittando della favorevole posizione della città che, situata lungo l’asse commerciale toscano tra Ancona e Arezzo, Firenze, Pisa, riesce a inserirsi nello spazio internazionale.

Le Arti godono in Perugia di una vita molto lunga a motivo del sistema politico vigente che assicura l’accesso al governo della città solo agli iscritti, se pure non “esercitanti” il mestiere; per cui in età moderna si assisterà al fenomeno dell’iscrizione in massa della nobiltà delle Arti, anzi i collegi delle due >Arti di maggiore prestigio, di origine più antica, con un raggio di interessi più vasto e con un maggior peso economico, ovvero Mercanzia e Cambio, diventeranno i “collegi nobili di Perugia” sui quali l’aristocrazia eserciterà un vero “monopolio”, istituzionalizzato nel XVII secolo e protrattosi fino alla soppressione decretata da Pio VII nel 1801.

Tratto da Storia illustrata di Perugia di M.Grazia Nico Ottaviani-  Camera di Commercio di Perugia