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PREMIO REGIONALE “ORO VERDE DELL’UMBRIA” XXI EDIZIONE

 

Al via la XXI edizione del concorso regionale “Oro Verde dell’Umbria”, il premio che promuove la valorizzazione degli oli extravergini di oliva a denominazione di origine e premia gli oli d’eccellenza prodotti in Umbria.

Le imprese olivicole interessate alla partecipazione possono iscriversi fino al 4 febbraio 2021 attraverso la piattaforma www.planbweb.it/ercoleolivario sezione Oro Verde tramite mail a promocamera@pg.camcom.it . 

Si ricorda che il Concorso Regionale seleziona gli oli che parteciperanno alle finali del Concorso Nazionale “ERCOLE OLIVARIO” .

Questa la documentazione della XXI edizione del concorso regionale “Oro Verde dell’Umbria”:

regolamento Premio Regionale

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Per informazioni contattare la Segreteria scrivendo a promocamera@pg.camcom.it .

 

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LA FESTA DI SANT’ANTONIO A SANTA MARIA DEGLI ANGELI

A Santa Maria degli Angeli (Assisi) la festa religiosa di Sant’Antonio Abate, che cade il 17 di gennaio, è stata sempre particolarmente sentita. La tradizione prevede che venga celebrata la domenica successiva al giorno dedicato, con una processione, la benedizione degli animali e la distribuzione del pane benedetto, il cosiddetto Piatto di Sant’Antonio.

L’origine di questa tradizione viene ricondotta al fatto che a Santa Maria degli Angeli, via di transito dei postiglioni postali tra Firenze e Roma, vi era la stazione per il cambio dei cavalli. Dopo il 1860 scoppiò una grave epidemia, che colpì in modo particolare i cavalli di dette scuderie. I padroni preoccupati, si rivolsero fiduciosi a Sant’Antonio Abate, protettore delle bestie, pregando i religiosi della Porziuncola di fare un triduo in onore del Santo, di cui in quei giorni ricorreva la festa.

Ottenuta la grazia con la fine del morbo e scongiurato il pericolo della morte dei cavalli, in ringraziamento al Santo fu celebrata con grande solennità quell’anno la sua festa, fu fatta la processione per le vie del paese e fu distribuito un pranzo ai poveri, che prese la denominazione di “Piatto di Sant’Antonio”.

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IL ROGO DI SANSIMINO

 

L’ultimo giorno di carnevale la tradizione prevede che per le vie di Marsciano (Perugia) si snodi una schiera di incappucciati che, intonando con voce spiegata una antica filastrocca, accompagnano in corteo verso la piazza centrale un pupazzo di paglia e stracci alto tre metri.
È la rievocazione storica, culminante nel processo e nella condanna al rogo di Sansimino, personaggio immaginario simbolo del cattivo per eccellenza, di un episodio, verosimilmente datato 1643.

Si racconta che all’epoca dello “strappo” tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, un esercito di fiorentini invase i possedimenti ecclesiastici, tra cui appunto il territorio di Marsciano: il castello fu assediato e, per difendersi, i marscianesi, vestiti di bianco, corsero in cima alle mura agitandosi con delle torce in mano, come “anime del Purgatorio”.
L’esercito, credendo di assistere alla visione di fantasmi sopraggiunti dal Purgatorio, si spaventò e si diede alla fuga.
Altra versione della storia riferisce invece di un diverso stratagemma difensivo: viene narrato che gli abitanti di Marsciano, indossate tuniche e cappucci bianchi, si misero in piedi sulle mura, così da insinuare il sospetto che il castello fosse colpito da un’epidemia di peste. Per paura del contagio i fiorentini levarono le tende, e Marsciano fu salva.

Cosa sia accaduto in realtà non è certo, in ogni modo la tradizione indica che gli Incappucciati da quel momento istituirono la Compagnia del Purgatorio o Signoria del Carnevale.

Ancora oggi Marsciano conclude i festeggiamenti carnevaleschi rievocando l’avventura del 1643: la sera del martedì grasso un carro trasporta il fantoccio allegorico di Sansimino per le vie del centro, illuminate dalle fiaccole della processione degli incappucciati: si apre il processo che si conclude con sentenza inappellabile immediatamente esecutiva… Sansimino è messo al rogo, per scacciare via i mali dell’anno appena trascorso e per auspicarsi tempi migliori.
Tra i protagonisti del corteo degli Incappucciati: “il Nero” (l’unico vestito completamente di nero) è il boia, colui che declama la sentenza di morte e la esegue appiccando per primo il rogo; “la Falce” rappresenta la morte che attende Sansimino e, prima che sia dato luogo alla sentenza, compie tre giri di corsa attorno a lui; “il Teschio”, un incappucciato che indossa un teschio di cervo, a monito della lugubre fine che spetta al condannato.

L’immagine è tratta dal sito dell’Associazione Oratorio Santa Maria Assunta di Marsciano, che cura l’organizzazione dell’evento. 
 

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strufoli

Dolci fritti rotondi o allungati imbevuti di alchermes o cosparsi di miele o zucchero. Sono tipici di tutta la regione Umbria prodotti durante il periodo di Carnevale.
Ingredienti: farina di grano, uova, mistrà, rhum, buccia di limone grattugiato, olio di semi o d’oliva, un pizzico di lievito chimico, aroma di vaniglia (facoltativo), strutto di suino per la frittura.
Lavorazione: gli ingredienti vengono lavorati a mano fino ad ottenere un composto fluido e cremoso, che viene fritto a cucchiaiate nello strutto bollente. Infine, gli strufoli vengono scolati su carta assorbente e
cosparsi di alchermes, miele o zucchero a piacere.
Conservazione: il prodotto va conservato in luogo fresco e asciutto e consumato entro 1 o 2 giorni.