bovino

Curiosità: le tipologie di maiale in macelleria – il bovino adulto

Bovino adulto:è un animale dai 12 mesi in poi. Quando è un maschio castrato di età compresa tra 12 e 48 mesi viene chiamato “manzo”(oltre i due anni di età sarebbe classificato come “bue”, ma è una tipologia ormai quasi scomparsa dal mercato). La carne è rossa, soda e con un buon profumo.La consistenza è compatta e il grasso ha un colore con sfumature che vanno dal bianco al giallo chiaro. Se invece è una femmina fra 14 e 22 mesi che non ha mai partorito si chiama “scottona” e produce carni tenere e sapide. La bovina che ha partorito, infine, si definisce “vacca”.

 

Dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia “L’Umbria delle carni”

maiale

Curiosità: le tipologie di suino in macelleria – il maiale

Maiale: il suino destinato alla macellazione, sia maschio castrato che femmina, produce carni dal colore rosso tenue. La consistenza è pastosa, la grana particolarmente fine e, a seconda della tipologia di allevamento, ha buone quantità di grasso distribuito sia sotto la pelle che intramuscolare.

 

Dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia “L’Umbria delle Carni

sale

Curiosità….Sale: quel “quanto basta” che non guasta

Nelle preparazioni culinarie di un tempo, il sale abbondava perché necessario a coprire sapori spesso non troppo delicati, per via di una non sempre impeccabile conservazione delle carni.
Oggi, la garanzia di carni sempre più salubri, ci permette di gustare in tutta sicurezza il vero sapore della carne senza eccessive dosi di sale per insaporirla. Ma se proprio non se ne riesce
a fare a meno, è consigliabile non metterlo mai a inizio cottura, bensì a metà o alla fine, evitando così la fuoriuscita dei succhi.

Dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia “L’Umbria delle Carni

 

cappelletto

Curiosità…Simbologia dei cappelletti e tortellini

Un classico delle feste natalizie è un piatto di cappelletti o tortellini di carne in brodo. I nomi e le forme si prestano a molte credenze. Il cappelletto, ad esempio, richiama la forma del cappello dei preti, noti per la loro ghiottoneria (da cui il modo di dire “il boccone del prete”).

Il tortellino invece rimanda sia alla ricostruzione morfologica dell’ombelico di Venere, che al cordone ombelicale stesso che lega l’uomo alla fertilità della terra.

Un simbolo di buon auspicio per l’anno che si sta per concludere e per il nuovo in arrivo.

 

Dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia “L’Umbria della Carni