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FESTA DEI BARBARI DI CASTEL RIGONE (PG)

La manifestazione, che ha luogo il primo fine settimana di agosto, celebra le origini “ostrogote” del piccolo borgo secondo cui nel 543 d.C., l’ostrogoto Arrigo (o Rigone, luogotenente di Totila detto “l’immortale”), usò questo come base operativa per mantenere l’assedio alla città di Perugia. La rievocazione storica con i costumi tipici dell’epoca e la riproposizione degli antichi mestieri sono tra gli ingredienti della manifestazione: duelli, musica antica, mercati che mettono in vendita oggetti evocativi del mondo barbaro, giochi e la possibilità di degustare un “menu barbaro”, con i cibi ispirati a quelli che si presume venissero consumati nell’accampamento. Originali le orde di barbari: uomini, donne e bambini, che passeggiano per il paese intrecciando dialoghi, riproponendo scene di vita quotidiana, cimentandosi in duelli e allietando il pubblico con concerti.

 

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GIOCHI DE LE PORTE DI GUALDO TADINO

I richiami sono quelli del “Pallium decurrendum” una manifestazione di origini antiche, sembra risalenti al XIII secolo, che aveva luogo in occasione della festa di San Michele Arcangelo il 29 settembre. Lungo tutte le principali vie del centro si snoda un corteo storico con 800 personaggi in costume d’epoca del XV secolo: inizia così la contesa del Palio tra le “Quattro Porte” della città che si aprivano lungo l’antica cinta muraria, realizzata nel 1242 da Federico II.San Benedetto, San Donato, San Martino, San Facondino questi i nomi delle Porte riferiti ad altrettanti abbazie, pievi e monasteri del territorio fuori della città murata.La contesa consiste nello sfidarsi nella corsa di carretti trainati da un somaro e nella corsa su somari cavalcati a pelo, nel tiro con l’arco e con la fionda.Per la Porta vincitrice, oltre al prestigioso Palio, conquista il diritto a mettere al rogo la “Bastola”, la strega antica nemica di Gualdo. Rievocazioni, esibizioni, taverne fanno da cornice all’evento, creando luoghi ed occasioni  di incontro e di degustazione.

 

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COLORIAMO I CIELI

In ogni aquilone, sono racchiusi sogni di pace, voglia di volare e desideri di libertà. Con ogni mongolfiera, si libra nell’aria tersa il desiderio di conoscere il mondo e raggiungere posti nuovi. Coloriamo i cieli, la manifestazione internazionale che ogni anno, nel mese di aprile, si svolge a Castiglione del Lago, porta con sé tutto ciò e forse anche per questo riceve dal pubblico sempre maggiore apprezzamento e partecipazione. Dal Lago Trasimeno, è possibile ammirare un esercito pacifico di aquiloni, molti dei quali costruiti negli appositi laboratori allestiti per l’evento, e mongolfiere anche di produzione internazionale, che danzando nei cieli, rallegrano grandi e piccini.  La manifestazione rappresenta anche un appuntamento privilegiato per conoscere il Lago Trasimeno ed i suoi dintorni, la sua ricca enogastronomia  capace di coniugare terra ed acqua dolce, le sue manifestazioni e la sua offerta di attività e sport all’aria aperta.

Per sognare tra le nuvole, proponiamo la visione del video della manifestazione!

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IL MERCATO DELLE GAITE IN BEVAGNA

 

1250 – 1350: è questo il periodo storico nel quale vi troverete immersi se verrete a Bevagna alla fine di giugno di ogni anno.

E sarà facile pensare di essere stati catapultati in un passato lontano visto che ogni particolare, dalle luci delle vie, ai rumori degli attrezzi da lavoro delle botteghe di antichi mestieri, agli invitanti profumi delle taverne, insieme ai personaggi in tuniche e calzari, avranno la capacità di farci sentire parte di un medioevo ritrovato.
La fonte di tanta cura nel ricreare ambienti e abitudini fedeli alla vita quotidiana del XIV-XV secolo è lo Statuto cinquecentesco del Comune di Bevagna da cui sono attinte le preziose informazioni per la ricostruzione storica della vita politica, amministrativa, economica e sociale della città.
Era quella l’epoca in cui Bevagna era divisa in quattro quartieri, San Giorgio, San Giovanni, San Pietro e Santa Maria, denominati, appunto, Gaite: su questa si basava l’organizzazione amministrativa della città.

In occasione della manifestazione le Gaite competono tra loro nel riproporre una rievocazione storicamente fedele del ruolo che rivestiva in epoca medioevale.
Quattro sono gli ambiti oggetto della rivalità: la gara del mercato, la gara dei mestieri, la gara gastronomica, ispirata ad antiche ricette, e la gara sportiva di tiro con l’arco.
Il vincitore, giudicato per la sua attinenza storica da una commissione di esperti, riceve in dono il palio della vittoria.
Il mercato rappresenta un momento molto significativo: i banchi, con prodotti semplici, tipici o più elaborati, animano le strade, insieme all’attività riprodotta nelle botteghe dove oltre ad ammirare i personaggi intenti nelle antiche tecniche di lavoro, si possono trovare stoffe, carta, oggetti in cuoio, vimini, ferro battuto o rame, cordami, candele lavorate a mano, formaggio, pesce, pane caldo e focacce.
Il tutto in un’atmosfera gioviale e festosa, arricchita da momenti di approfondimento, da coreografie, momenti musicali e teatrali e di gioco.

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IL PALIO DEI TERZIERI A CITTA’ DELLA PIEVE

 

Dame e cavalieri, sbandieratori, taverne con antichi sapori, botteghe e mercati d’epoca, melodie rinascimentali e l’emozionante sfida con il tiro con l’arco: siamo a Città della Pieve, o meglio, per rimanere fedeli all’epoca evocata, a Castel della Pieve.
Si perché per dieci giorni, ogni anno ad agosto, un ricco programma di festeggiamenti anima le antiche vie della città: è il Palio dei Terzieri, rievocazione medioevale di grande suggestione.
I terzieri sono le tre parti in cui, dal lontano 1250 a seguito della sua sottomissione a Perugia, venne suddivisa Città della Pieve, con il suo impianto urbanistico che, allora come ora, richiama le fogge di un’aquila, rivolta minacciosamente verso Roma.
Ogni Terziere poi simboleggia una differente classe sociale: Terziere Castello o Classe dei Cavalieri (Aristocrazia e testa dell’aquila, colori verde e nero), Terziere Borgo Dentro (Borghesia e pancia dell’aquila, colori giallo e nero) e Terziere Casalino o Classe dei Pedoni (Contadini e ala dell’aquila, colori azzurro, bianco e rosso).

I simboli dei terzieri, il Castello medievale, il Pozzo del Casalino e la Rocca del Borgo Dentro, sono effigiati nello storico Pallium, lo splendido arazzo dipinto, opera del maestro pievese Antonio Marroni, raffigurante gli arcieri in omaggio al giudice della gara, il Maestro di campo: e proprio il Pallium è il conteso oggetto della sfida al tiro con l’arco, il momento di punta della rievocazione. I cavalieri, sfidandosi nell’arte del tiro con l’arco, richiamano abilmente l’antica Caccia del Toro, risalente al XV – XVI secolo: l’obiettivo è centrare sagome fissate su pedane mobili che rappresentano la razza dei tori chianini. Il 15 agosto segna il lancio della Sfida: il Pallium viene riconsegnato dal Terziere vincitore dell’ultima edizione al Podestà di Castel della Pieve, ed è conservato nella sede comunale da dove uscirà il giorno della Caccia del Toro, per figurare nel grande corteo storico preceduto dal gonfalone della città.