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“I luoghi di Braccio Fortebraccio da Montone” al Museo di San Francesco di Montone

Uno spazio multimediale flessibile in grado di raccontare una storia in maniera coinvolgente e accompagnare i visitatori alla scoperta del territorio di Montone, nonché del grande capitano di ventura Braccio Fortebraccio e della sua famiglia.
E’ quanto verrà inaugurato domenica 28 aprile, a partire dalle ore 11, al Museo di San Francesco con il percorso museale “I luoghi di Braccio Fortebraccio da Montone”. Un
nuovo suggestivo percorso che si sviluppa attraverso l’allestimento di cinque stanze, realizzate grazie al progetto del Comune e al finanziamento del Gal “Area Interna Nord Est Umbria”.
Nella prima stanza viene raccontato il territorio, si prosegue con l’approfondimento dedicato alle origini del borgo per poi passare alle pergamene presenti all’interno dell’archivio storico.

La quarta stanza è dedicata interamente a Braccio Fortebraccio, alle sue conquiste e alla famiglia.
Nell’ultimo spazio una proiezione mostra i beni culturali del borgo, le opere d’arte attualmente presenti e quelle che non lo sono più, in quanto oggi situate in altri luoghi del mondo.


La consulenza scientifica del progetto è stata curata da due illustri professori dell’Università di Perugia, Manuel Vaquero Piñeiro ed Erminia Irace. Progettista e direttore dei lavori
dell’allestimento multimediale l’architetto Francesco Rosi, mentre il progettista e direttore dei lavori delle opere architettoniche è stata l’architetta Linda Pettinelli. Responsabile unico del
procedimento (RUP) del Comune il geometra Claudio Mariotti. La parte multimediale è stata realizzata da Promovideo Perugia.
La giornata di domenica proseguirà nel pomeriggio, alle ore 18, nella Chiesa di San Francesco con il concerto “Incontro Incanto, la bellezza”, che vedrà l’esibizione della corale The
Streetsinger di Weert (Olanda) e della corale Braccio Fortebraccio di Montone.

Da segnalare, inoltre, che a partire dal 24 aprile il Museo Comunale San Francesco di Montone sarà più accessibile ai visitatori estendendo le giornate settimanali di apertura al
pubblico da tre a cinque.

L’amministrazione comunale, infatti, ha accolto la proposta del nuovo gestore – la Cooperativa Atlante di Città di Castello – che ad un mese dall’avvio dei propri servizi ha proposto una
diversa articolazione delle ore di apertura del museo al pubblico. Pertanto da oggi, il Museo sarà aperto dal mercoledì alla domenica, oltre ai giorni festivi.
L’intento, condiviso dal Comune e dal gestore, è quello di assicurare più giornate di apertura per favorire la conoscenza del museo ad un pubblico maggiore, in vista anche dell’arrivo della bella stagione.

Un pensiero condiviso anche dall’amministrazione comunale, attenta a favorire una cultura accessibile a tutti, eliminando le barriere che potrebbero limitare la partecipazione.
L’intento è quello di ampliare il contatto con la comunità, consentendo a un pubblico più vasto di godere delle opere esposte all’interno delle sale e apprezzare il museo cittadino.

presepe nel pozzo

Ad Orvieto 34° Presepe nel Pozzo – IL CANTO DELL’EROE

Ad Orvieto dal 23 dicembre al 7 gennaio sarà possibile visitare la 34^ edizione del “Presepe nel Pozzo”, il singolare presepio sotterraneo allestito nelle profondità del Pozzo della Cava con personaggi animanti a grandezza naturale.

Ogni anno il Presepe nel Pozzo propone un nuovo allestimento con un tema conduttore sempre diverso, mescolando testi sacri e tradizioni, verità storiche e miti senza tempo.
Il 34° allestimento prosegue il ciclo degli “esclusi”, in cui la Natività è raccontata da personaggi che, per vari motivi, non hanno potuto vederla dal vivo.

L’edizione 2023-2024 ha per titolo «IL CANTO DELL’EROE» e per protagonista Erode l’Ascalonita, detto il Grande, e la sue folle ricerca del bambino profetizzato come nuovo re della Giudea il narratore d’eccezione sarà Erode il grande, che regnava in Giudea al tempo della nascita di Gesù.

QUANDO

dal 23 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024
orario continuato dalle 10 alle 20 | ultimo ingresso 19,45

DOVE
Pozzo della Cava | Via della Cava 28 | 05018 Orvieto (TR) ITALIA | tel +39.0763.342.373

COME
visitabile senza nessuna maggiorazione sul biglietto di ingresso al Pozzo della Cava:
ingresso intero € 4,00 a persona
ingresso ridotto € 2,50 a persona
[per bambini, studenti, anziani, possessori dei biglietti di ingresso del presepio dello scorso anno
o strutture e associazioni convenzionate] ingresso gratuito fino a 5 anni

www.pozzodellacava.it 

ritaglio l'enigma etrusco

“L’enigma Etrusco dell’acqua e del vino” presentazione del libro a San Giustino

Un momento privilegiato e uno spazio dinamico di ascolto e conoscenza di persone per le quali la scrittura è molto più di un hobby.
Sabato 11 novembre, a Villa Graziani nella Sala “Silvana Benigno” alle ore 16.30, ennesimo appuntamento con l’iniziativa “Incontro con l’Autore”, promossa dall’assessorato alla
Cultura del Comune di San Giustino.

“Siamo lieti – riferisce Milena Crispoltoni, assessore alle Politiche culturali – di poter ospitare la presentazione di questo libro, scritto a quattro mani dalla nostra concittadina Rossana Cedergren Ravacchioli e Gianfranco Bracci, che ci porterà nel VI secolo a.C. durante la civiltà Etrusca della quale entrambi gli autori sono appassionati conoscitori. Il libro, presentato in diverse città italiane, sarà protagonista a fine novembre in un evento a Palazzo Strozzi a Firenze. Sarà sicuramente un pomeriggio particolarmente interessante al quale invitiamo la
cittadinanza a partecipare. Le presentazioni che si sono susseguite hanno visto un importante afflusso di pubblico, creando occasioni di socializzazione sempre all’insegna di un bel dialogo culturale”.
Il pomeriggio sarà arricchito dalle letture curate da Francesca Meocci.

L’ingresso è libero.

 

perugino fumetto piccolo

“Pier de la Pieve. La vita e l’eredità immaginata”: il Perugino a fumetti

“Pier de la Pieve. La vita e l’eredità immaginata” è il titolo del fumetto, nato per i cinquecento anni dalla morte del Perugino, su iniziativa dell’associazione DayDreamers.
La presentazione di questo nuovo prodotto editoriale, che si avvale della consulenza di Stefano Bruscia, guida turistica e già autore della web-serie “Mai Detto – Raffaello”, è in programma per sabato 11 novembre alle ore 16:30 presso il Museo del vetro di Piegaro.
“Per i cinquecento anni del Perugino – spiegano i promotori – su richiesta e supporto delle Amministrazioni comunali, abbiamo ideato la realizzazione di un fumetto che riscrivesse in
parte alcuni momenti della vita dell’artista, focalizzando l’attenzione su piccoli scorci quotidiani che verosimilmente potrebbero essere accaduti, cercando di sorridere un po’. Per questo ci siamo confrontati con Stefano Bruscia. Per le tavole, ci siamo affidati alle mani sapienti di Claudio Ferracci, curatore della Biblioteca delle Nuvole, che ha coinvolto i ragazzi del suo corso di disegno (Elisa Nigi, Luana Cenciaroli, Giuseppe Varriale, Antonella Pedini, Bruna Cutini, Daniele Saini, Marco Paino, Serena Impoco, Donatella Seppoloni, Roberto Fioroni e gli
“outsider” Nikolaj Servettini e Laura Carrettucci). Giocando un poco con la vita di Pietro Vannucci, saltando tra il suo presente e i suoi ricordi, siamo riusciti a dare ad ogni artista piena
libertà espressiva senza però perdere il filo conduttore dell’opera”.
Il fumetto, adattato da Elena Zuccaccia dello studio editoriale Settepiani, ha visto poi la luce grazie all’impegno del Comune di Piegaro e di Sistema Museo.

Dall’ 11 al 26 novembre al Museo del Vetro di Piegaro l’esposizione della tavole realizzate dai fumettisti.

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IL GRIFO DI PERUGIA

Passeggiando per le vie di Perugia è facile incontrare, sotto varie forme, il Grifo, lo stemma cittadino, che raffigura appunto la creatura leggendaria per metà leone e per metà aquila.

La tradizione racconta che furono gli etruschi, antico popolo presente anche in terra umbra, a portare il grifo in Italia: il suo mito si ritrova infatti raffigurato su urne, sarcofagi e bassorilievi rinvenuti nei reperti.

Questo simbolo venne poi assunto dal Comune di Perugia sin dal Medioevo, tramite i membri delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri che avevano il consenso a farne uso nei loro stemmi.

Racconti favolosi narrano poi che nelle campagne tra Perugia e Narni scorrazzasse un grifo che facesse incetta di animali domestici, con grave danno per tutti gli abitanti. Le due comunità, mettendo da parte le antiche rivalità, iniziarono una vera e propria caccia, per liberarsi del temuto incursore.

La bestia venne catturata, e i due gruppi di contendenti presero ciascuno una parte del grifo come trofeo: lo stemma di Perugia è il grifo bianco, cioè la pelle, in campo rosso, mentre lo stemma di Narni è il grifo rosso, cioè il corpo scuoiato, in campo bianco.

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IL RICAMO DI PIETRA DEL DUOMO DI ORVIETO

 

 

“La meravigliosa facciata del Duomo di Orvieto è il ricamo di pietra al quale si ispirano le artiste del merletto orvietano.Il rosone è l’occhio che dà vita alla cattedrale.

E non ha eguali in nessuna chiesa d’Europa: al contrario di tutti gli altri templi ha infatti 22 raggi. Le membrature e i motivi ornamentali ogivi sono disposti in doppio giro, intorno alla testa del Redentore.

È opera del fiorentino Andrea di Cione, detto l’Orcagna, che lo realizzò tra il 1354 e il 1380. Ma forse la rosa iscritta in due cornici quadrate fu pensata da Andrea Pisano.

Di sicuro, tanta bellezza colpì Raffaello, che riprodusse i 22 raggi del rosone orvietano nel celebre affresco L’incendio di Borgo dipinto nel 1514 in una delle Stanze Vaticane.”

 

Tratto dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia “Umbria delle mie trame” testi a cura di Federico Fioravanti

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LE TOVAGLIE PERUGINE E CATERINA DE’ MEDICI

Nei corredi delle signore dell’aristocrazia europea non potevano mancare i tessuti dell’Umbria, icona di un gusto ormai consolidato.

Non stupisce quindi trovare la citazione delle “tovaglie e pannili perugini” nell’inventario della dote che Caterina de’ Medici portò con sé quando andò in sposa al re di Francia Enrico II. La regina fiorentina adorava ricamare, tanto che si diceva lo facesse anche durante gli incontri politici di alto livello. Al suo nome è legato quel Punto Madama riscoperto centinaia di anni dopo, come specifico della tradizione regionale.

TRATTO DALLA PUBBLICAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI PERUGIA, “UMBRIA DELLE MIE TRAME. Tessuti, merletti e ricami: gli itinerari dell’alto artigianato artistico”, testi a cura di Federico Fioravanti

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Il “saper fare” si impara

 

“… Il Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco, un museo vivo. Nel quale le testimonianze, i saperi ricevuti in eredità e le competenze si trasmettono. Così le persone si incontrano e si sperimenta un “saper fare”.

Alla fine della visita si può anche portare via un prodotto realizzato con le proprie mani. Ma soprattutto si vede tessere, su telai manuali a leve frontali o a pedali.

E la visita guidata diventa esperienza pratica. Oltre a reintrodurre e a dare nuova vita a tecniche e conoscenze che altrimenti sarebbero andate perdute, il museo rilegge e reinterpreta l’uso della canapa, attraverso i corsi di tessitura rivolti sia agli adulti che ai bambini.

E apre nuove strade artigiane, di grande rilievo anche dal punto di vista socio-economico.”

TRATTO DALLA PUBBLICAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI PERUGIA, “UMBRIA DELLE MIE TRAME. Tessuti, merletti e ricami: gli itinerari dell’alto artigianato artistico”, testi a cura di Federico Fioravanti

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Il re dei costumi

“… Nel Museo del Costume e del Tessuto Antico  di Spoleto c’è un re dei costumi da scoprire: Enrico Sabbatini.

Nacque a Spoleto nel 1932. Morì in Marocco nel 1998, in un incidente stradale mentre lavorara alla fiction tv “Cleopatra”.

Iniziò vestendo Sofia Loren in “C’era una volta…” di Francesco Rosi. Poi un lungo elenco di celebri film: “Amanti” e “I Girasoli” di De Sica; “In nome del popolo italiano” di Risi; “Sacco e Vanzetti” e “Giordano Bruno” di Montaldo; “Mosè” di De Bosio e il “Gesù” di Zeffirelli. Collaborò con Rosi anche in “Cadaveri eccellenti” e “Cristo si è fermato a Eboli”. E con Scola in “Una giornata particolare”. Per Young lavorò a “Linea di sangue” e per Annaud a “Sette anni in Tibet”.

“Mission” di Roland Joffé, gli valse la nomination all’Oscar nel 1986.”

TRATTO DALLA PUBBLICAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI PERUGIA, “UMBRIA DELLE MIE TRAME. Tessuti, merletti e ricami: gli itinerari dell’alto artigianato artistico”, testi a cura di Federico Fioravanti

museocaprai

La leggendaria collezione di merletti di Arnaldo Caprai

“… Di virtuale c’è l’esposizione. Trine, ricami, libri, macchine, utensili e accessori sono reali, in entrambe le accezioni del termine: concreti e degni di appartenere a un regnante. E Arnaldo Caprai, uno dei grandi capitani dell’industria dell’Umbria, può essere ben definito il re dei merletti.

La sua raccolta conta oltre 25.000 pezzi. La più importante collezione museale privata delle arti tessili esistente al mondo. Una collezione da visitare prima di tutto on-line come, dove e quando fa più comodo su www.museocaprai.it. Per soffermarsi con calma non solo su pizzi e bordure (oltre cinque secoli di storia dal Rinascimento fino alla prima metà del Novecento), ma anche su settori quali filatelia e numismatica e su creazioni frutto dell’indissolubile legame fra cultura e artigianato artistico. Come i trenta meravigliosi rosoni di pietra delle più celebri chiese sparse in tutto il mondo che la Caprai ha realizzato in merletto: da Assisi a Milano, da Vienna a Colonia, fino a Chartres, Valencia e New York.

La continua ricerca di nuove forme divulgative della propria Collezione ha portato l’azienda Caprai ad avvalersi, al passo con i tempi, delle più evolute tecnologie, conservando il rigore scientifico che da sempre l’ha contraddistinta. Dopo il Museo Virtuale delle Arti Tessili con le sue 14 stanze dedicate alla storia del merletto, oggi la collezione è presentata attraverso una mostra virtuale, ambientata in una delle dimore storiche più belle dell’Umbria. Dal titolo “Tradizioni di matrimonio e d’amore”, la mostra racconta sentimenti e passioni di ogni tempo attraverso ventagli, fazzoletti, bordure, doni d’amore e gioielli, in un viaggio che coinvolge città e personaggi che hanno fatto la storia del merletto e del costume.

Un museo dove c’è spazio per tutto. Dalle godibili note di approfondimento alle curiosità, che arricchiscono l’esplorazione con aneddoti e racconti particolari.

Usanze legate alle straordinarie vicende di tante merlettaie.

Una di loro maneggiava i fuselli a velocità sorprendente e la sera, davanti al lume, poneva una bottiglia piena d’acqua per concentrare la tenue luce sul lavoro come una lente d’ingrandimento. Richieste bizzarre: Luigi XIV, che avrebbe mandato un commesso a Venezia con l’incarico di farsi realizzare un collo da eseguire ad ago con finissimi capelli bianchi, per indossarlo il giorno dell’incoronazione. E leggende romantiche, come quella della giovane merlettaia che ricevette in dono da un marinaio un ramo di corallo e, colpita da tanta bellezza, pensò di riprodurlo nei suoi lavori ad ago, creando la tecnica del Punto Corallo. O aforismi snob, fra i quali quello di Madame de Stael, capace di distinguere da un movimento del ventaglio, sempre e rigorosamente di pizzo, la principessa dalla contessa oppure la marchesa dalla popolana. C’è anche un’arca di filo nel museo: una selezione di lavori che rivelano ed evidenziano, grazie ad un sofisticato sistema di rendering, figure zoomorfe simboliche, allegoriche e mitologiche. Finestre aperte su dimensioni parallele tutte da sognare.

Ma il Museo delle Arti Tessili di Arnaldo Caprai è soprattutto un mezzo virtuale che fornisce testimonianze tangibili: l’enorme patrimonio culturale, lo splendore dell’arte tessile e l’amore di un collezionista. Cuciti insieme, a confezionare un intrigante e affascinante mondo fatto di merletto. “

TRATTO DALLA PUBBLICAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI PERUGIA, “UMBRIA DELLE MIE TRAME. Tessuti, merletti e ricami: gli itinerari dell’alto artigianato artistico”, testi a cura di Federico Fioravanti