COPERTINA SENZA LOGHI L'UMBRIA DEI FORMAGGI

L’UMBRIA DEI FORMAGGI: LE DATE DELLA PRIMA EDIZIONE DELLA RASSEGNA

Al via la prima edizione de “L’Umbria dei Formaggi”, la rassegna dedicata alla valorizzazione dei formaggi pecorini e caprini provenienti dai diversi ambiti del territorio umbro.

La rassegna è riservata ai formaggi prodotti, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali vigenti, nel territorio regionale dell’ Umbria mediante l’utilizzo di latte proveniente da allevamenti umbri.

Possono partecipare alla rassegna formaggi stagionati e/o semistagionati relativamente alle seguenti tipologie:

  • Pecorino, ottenuto esclusivamente con latte crudo e/o pastorizzato di pecora
  • Pecorino, ottenuto con latte misto (crudo e/o pastorizzato) di cui almeno il 51% di pecora
  • Caprino, ottenuto esclusivamente con latte crudo e/o pastorizzato di capra

 

“L’Umbria dei Formaggi” è aperta alle imprese produttrici (imprese agricole ex art. 2135, cooperative agricole, artigiani) con sede operativa collocata nella Regione Umbria, iscritte alla Camera di Commercio dell’Umbria.

 

Le iscrizioni sono aperte dal 5 al 27 settembre 2022.

 

La giornata conclusiva, con la consegna dei premi, è prevista per il mese di Novembre.

Per partecipare inviare la DOMANDA DI ADESIONE L’UMBRIA DEI FORMAGGI , con le schede descrittive ad essa allegate, a  promocamera@umbria.camcom.it .

La partecipazione alla rassegna è GRATUITA.

 

I dettagli nel REGOLAMENTO “L’UMBRIA DEI FORMAGGI”

COMUNICATO STAMPA

 

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L’Umbria del Vino. Proclamate le cantine vincitrici

Nella mattina del 16 febbraio, durante la conferenza stampa di proclamazione svoltasi presso la sede di Perugia della Camera di Commercio dell’Umbria, sono state rese note le cantine che si sono aggiudicate uno dei premi della prima edizione de “L’Umbria del Vino” il Concorso Enologico Regionale autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

176 le etichette ammesse provenienti dalle 59 cantine umbre partecipanti.

Cantine rappresentative di tutto il territorio regionale, con un livello qualitativo e di crescita dei vini complessivamente elevati, visto che molte aziende non si sono aggiudicate un premio solo per pochi centesimi.

Questi i nomi delle aziende vincitrici:

Agricola Spacchetti (Montefalco); Agroturistica Marella (Castiglione Del Lago); Azienda Agraria Carlo e Marco Carini (Perugia); Azienda Agricola Blasi Anna e Mauro (Umbertide); Azienda Agricola Le Crete (Giove); Azienda Agricola Pucciarella (Magione); Azienda Agrituristica Baldassarri di Roberto Lepri (Perugia); Cantina Santo Iolo (Narni); Cantina Terre De’ Trinci (Foligno); Cantina Tudernum (Todi); Fattoria di Monticello (San Venanzo); Società Agricola Aliara Vini (Gualdo Cattaneo); Società Agricola Bettalunga (Marsciano); Società Agricola Briziarelli (Bevagna); Società Agricola Moretti Omero (Giano dell’umbria); Società Agricola Poggio Bertaio (Castiglione del Lago); Società Agricola San Michele (Orvieto); Tenute Baldo Agricola (Bastia Umbra); Tenute Lunelli (Bevagna).

La cerimonia di premiazione è in programma il prossimo 9 marzo a Perugia presso il Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria.

 

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“Oro Verde dell’Umbria” XXIII edizione del concorso dedicato all’olio umbro

Al via la XXIII edizione del concorso regionale “Oro Verde dell’Umbria”, il premio che promuove la valorizzazione degli oli extravergini di oliva a denominazione di origine e premia gli oli d’eccellenza prodotti in Umbria.

Le imprese olivicole interessate alla partecipazione possono iscriversi fino al 16 gennaio 2022.

 

I produttori di DOP UMBRIA possono iscriversi al concorso compilando il seguente modulo https://www.planbweb.it/ercoleolivario/domanda-oro-verde/   oppure inviando la  DOMANDA ORO VERDE DELL’UMBRIA 2022.

Tutte le informazioni del Concorso “Oro Verde dell’Umbria” nel regolamento
I produttori umbri  di olio extravergine possono partecipare alle selezioni di ERCOLE OLIVARIO compilando il seguente modulo online https://www.planbweb.it/ercoleolivario/domanda-oli-extravergine/ . Tutte le informazioni per la partecipazione alle selezioni del Concorso Ercole Olivario nello specifico regolamento
I piccoli produttori di olio NON CERTIFICATO possono quest’anno partecipare al premio Goccia d’Ercole:
l’olio inviato verrà degustato da una apposita giuria ed i migliori verranno premiati in occasione delle finali di Ercole Olivario.
Tutte le informazioni su questa nuova iniziativa promozionale sono visionabili su  LA GOCCIA D’ERCOLE 
Per informazioni: Segreteria del Concorso “Oro Verde dell’Umbria” 075 9660589/639
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Concorso Enologico Regionale “L’Umbria del Vino”

Al via la prima edizione de “L’Umbria del Vino” il Concorso enologico Regionale autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rivolto alle aziende vinicole umbre.

Le iscrizioni sono aperte dal 1° al 30 novembre 2021.

La selezione, la premiazione e tutte le ulteriori fasi concorsuali termineranno entro il mese di febbraio 2022.

Per scaricare il regolamento, la domanda di partecipazione e tutta la modulistica visitare il sito della Segreteria del Concorso Enologico www.promocameraumbria.it 

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PREMIO REGIONALE “ORO VERDE DELL’UMBRIA” XXII EDIZIONE

 

Al via la XXII edizione del concorso regionale “Oro Verde dell’Umbria”, il premio che promuove la valorizzazione degli oli extravergini di oliva a denominazione di origine e premia gli oli d’eccellenza prodotti in Umbria.

Le imprese olivicole interessate alla partecipazione possono iscriversi fino al 4 febbraio 2021 attraverso la piattaforma www.planbweb.it/ercoleolivario sezione Oro Verde tramite mail a promocamera@pg.camcom.it .

Si ricorda che il Concorso Regionale seleziona gli oli che parteciperanno alle finali del Concorso Nazionale “ERCOLE OLIVARIO” .

Questa la documentazione della XXII edizione del concorso regionale “Oro Verde dell’Umbria”:

regolamento Premio Regionale

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Per informazioni contattare la Segreteria scrivendo a promocamera@pg.camcom.it .

 

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FESTA DEI BARBARI DI CASTEL RIGONE (PG)

La manifestazione, che ha luogo il primo fine settimana di agosto, celebra le origini “ostrogote” del piccolo borgo secondo cui nel 543 d.C., l’ostrogoto Arrigo (o Rigone, luogotenente di Totila detto “l’immortale”), usò questo come base operativa per mantenere l’assedio alla città di Perugia. La rievocazione storica con i costumi tipici dell’epoca e la riproposizione degli antichi mestieri sono tra gli ingredienti della manifestazione: duelli, musica antica, mercati che mettono in vendita oggetti evocativi del mondo barbaro, giochi e la possibilità di degustare un “menu barbaro”, con i cibi ispirati a quelli che si presume venissero consumati nell’accampamento. Originali le orde di barbari: uomini, donne e bambini, che passeggiano per il paese intrecciando dialoghi, riproponendo scene di vita quotidiana, cimentandosi in duelli e allietando il pubblico con concerti.

 

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IL GRIFO DI PERUGIA

Passeggiando per le vie di Perugia è facile incontrare, sotto varie forme, il Grifo, lo stemma cittadino, che raffigura appunto la creatura leggendaria per metà leone e per metà aquila.

La tradizione racconta che furono gli etruschi, antico popolo presente anche in terra umbra, a portare il grifo in Italia: il suo mito si ritrova infatti raffigurato su urne, sarcofagi e bassorilievi rinvenuti nei reperti.

Questo simbolo venne poi assunto dal Comune di Perugia sin dal Medioevo, tramite i membri delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri che avevano il consenso a farne uso nei loro stemmi.

Racconti favolosi narrano poi che nelle campagne tra Perugia e Narni scorrazzasse un grifo che facesse incetta di animali domestici, con grave danno per tutti gli abitanti. Le due comunità, mettendo da parte le antiche rivalità, iniziarono una vera e propria caccia, per liberarsi del temuto incursore.

La bestia venne catturata, e i due gruppi di contendenti presero ciascuno una parte del grifo come trofeo: lo stemma di Perugia è il grifo bianco, cioè la pelle, in campo rosso, mentre lo stemma di Narni è il grifo rosso, cioè il corpo scuoiato, in campo bianco.

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IL RICAMO DI PIETRA DEL DUOMO DI ORVIETO

 

 

“La meravigliosa facciata del Duomo di Orvieto è il ricamo di pietra al quale si ispirano le artiste del merletto orvietano.Il rosone è l’occhio che dà vita alla cattedrale.

E non ha eguali in nessuna chiesa d’Europa: al contrario di tutti gli altri templi ha infatti 22 raggi. Le membrature e i motivi ornamentali ogivi sono disposti in doppio giro, intorno alla testa del Redentore.

È opera del fiorentino Andrea di Cione, detto l’Orcagna, che lo realizzò tra il 1354 e il 1380. Ma forse la rosa iscritta in due cornici quadrate fu pensata da Andrea Pisano.

Di sicuro, tanta bellezza colpì Raffaello, che riprodusse i 22 raggi del rosone orvietano nel celebre affresco L’incendio di Borgo dipinto nel 1514 in una delle Stanze Vaticane.”

 

Tratto dalla pubblicazione della Camera di Commercio di PerugiaUmbria delle mie trame” testi a cura di Federico Fioravanti

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LE TOVAGLIE PERUGINE E CATERINA DE’ MEDICI

Nei corredi delle signore dell’aristocrazia europea non potevano mancare i tessuti dell’Umbria, icona di un gusto ormai consolidato.

Non stupisce quindi trovare la citazione delle “tovaglie e pannili perugini” nell’inventario della dote che Caterina de’ Medici portò con sé quando andò in sposa al re di Francia Enrico II. La regina fiorentina adorava ricamare, tanto che si diceva lo facesse anche durante gli incontri politici di alto livello. Al suo nome è legato quel Punto Madama riscoperto centinaia di anni dopo, come specifico della tradizione regionale.

TRATTO DALLA PUBBLICAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI PERUGIA, “UMBRIA DELLE MIE TRAME. Tessuti, merletti e ricami: gli itinerari dell’alto artigianato artistico”, testi a cura di Federico Fioravanti

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Il “saper fare” si impara

 

“… Il Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco, un museo vivo. Nel quale le testimonianze, i saperi ricevuti in eredità e le competenze si trasmettono. Così le persone si incontrano e si sperimenta un “saper fare”.

Alla fine della visita si può anche portare via un prodotto realizzato con le proprie mani. Ma soprattutto si vede tessere, su telai manuali a leve frontali o a pedali.

E la visita guidata diventa esperienza pratica. Oltre a reintrodurre e a dare nuova vita a tecniche e conoscenze che altrimenti sarebbero andate perdute, il museo rilegge e reinterpreta l’uso della canapa, attraverso i corsi di tessitura rivolti sia agli adulti che ai bambini.

E apre nuove strade artigiane, di grande rilievo anche dal punto di vista socio-economico.”

TRATTO DALLA PUBBLICAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI PERUGIA, “UMBRIA DELLE MIE TRAME. Tessuti, merletti e ricami: gli itinerari dell’alto artigianato artistico”, testi a cura di Federico Fioravanti