strufoli

STRUFOLI DI CARNEVALE: LA RICETTA

Dolce tipico di carnevale diffuso in varie parti dell’Umbria.

Ingredienti
8 uova
8 cucchiai di olio extravergine d’oliva
8 cucchiai di zucchero
16 cucchiai di farina
1 bicchierino di mistrà e/o di rum
1 buccia di limone grattugiata
1 cucchiaino di lievito in polvere
aroma di vaniglia (facoltativo)
miele e alchermes per guarnire
olio per friggere

Unire tra loro la farina, il lievito, l’olio di semi, la buccia di limone, lo zucchero, gli aromi ed i liquori. Impastare con energia il tutto per diversi minuti, per formare un composto consistente e alveolato. Aggiungere se serve un po’ di farine o all’occorrenza del latte. Lasciare riposare l’impasto per circa un’ora. Scaldare su una larga padella l’olio di semi.Prendere una cucchiaiata dell’impasto ed immergerlo nell’olio bollente. Quando risultano gonfi e dorati estrarli dall’olio e adagiarli su di una carta assorbente. Irrorare gli strufoli di alchermes e versarvi il miele sciolto a bagnomaria.

frappe

FRAPPE DI CARNEVALE: LA RICETTA

Dolce tipico preparato in diverse parti dell’Umbria per il periodo di carnevale.

Ingredienti

500 gr. di farina
un cucchiaino di lievito in polvere
3 uova  
la buccia grattugiata di un limone
un pizzico di sale 
125 gr. di burro 
100 gr. di zucchero 
miele o zucchero a velo e alchermes per decorare
1 litro di olio di semi di arachidi per friggere

Disporre la farina a fontana miscelata con il lievito, aggiungere le uova, la buccia grattugiata del limone ed un pizzico di sale. Aggiungere lo zucchero, ed il burro a fiocchetti. Amalgamare creando un impasto liscio ed omogeneo.
Spargere sulla spianatoia un po’ di farina e stendere il panetto a sfoglia. Tagliare con la rotellina delle strisce rettangolari. Al centro di ciascuna praticare un taglio più corto della loro lunghezza e farvi passare una estremità della striscia, tirando leggermente così da creare una sorta di piccolo nodo.
Nel frattempo scaldare l’olio in una padella, quando è pronto immergervi le frappe e farle dorare per 5 minuti circa. Lasciarle scolare su carta assorbente ed una volata raffreddati cospargerli con un poco di alchermes e miele o zucchero a velo.

 

bartoccio

IL BARTOCCIO DA PIAN DEL TEVERE

Il Bartoccio è la maschera tipica del carnevale locale: è il contadino dalla zona del Pian del Tevere perugino, rozzo, ma sagace, gioviale e saggio, che a partire già dal 1600 compare nella tradizione letteraria locale.
La sue frizzanti e vivaci vicende familiari (di cui sono protagonisti la moglie Rosa, la figlia Suntina e i compari di avventura tra cui il Mencarone) si intrecciano con la storia della città: diventano spunto per lanciare sferzanti e irriverenti attacchi alla classe politica.
Da qui l’usanza carnevalesca di comporre in dialetto, su cartigli anonimi, satire di costume e denuncia sociale che, in onore del pungente ispiratore prenderanno il nome di bartocciate: i fogli, lanciati sulla folla mascherata, sono lo spunto per denunciare i giochi del potere a discapito dei cittadini. E la censura colpirà anche il Bartoccio tanto che la dominazione pontificia lo indicherà, alla fine del 1700, personaggio proibito. È con il Risorgimento che la maschera riacquista vigore, a tal punto da diventare vero e proprio emblema della città.

arrone

Da località La Valle di Arrone (Tr) a Tripozzo per un antico sentiero dell’olio

Il sentiero, un tempo utilizzato come collegamento con i muli tra il paese di Arrone e quello di Tripozzo, sale tra gli uliveti percorrendo il paesaggio tipico collegato alla tradizionale coltura dell’olivo.
Non distante dalla Fonte San Lorenzo, che si incontra lungo il sentiero a 485 m s.l.m. , sono visibili i resti di un antico mulino, la cui datazione presumibilmente riconducibile all’epoca romana, conferma l’importanza della coltivazione dell’olivo per l’area già da tempi antichi.
Il percorso si chiude raggiungendo il piccolo borgo rurale di Tripozzo, posto a mezza costa sulle pendici dell’omonimo monte, area archeologica nella quale sono stati rinvenuti materiale in ceramica, brani di murature, probabili tracce di edificio nel quale, tra il I sec a.C. ed il I sec. d.C., veniva eseguita una fase della lavorazione per la produzione di olio d’oliva.

PARTENZA: Arrone Loc. La Valle (321 m. s.l.m.)
ARRIVO: Tripozzo (560 m. s.l.m.)
DISLIVELLO: 239 m
TEMPO DI PERCORRENZA: ANDATA 1 ora – RITORNO 45 minuti
DIFFICOLTA’ : Facile
QUOTA MASSIMA: Tripozzo (560 m. s.l.m.)
ITINERARIO: segnalato

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Dal centro di Arrone (Tr) a Monte di Arrone

L’itinerario è particolarmente apprezzabile sia per gli scorci paesaggistici che regala, sia perché ha rappresentato luogo di ritrovamento di reperti archeologici.

Partendo dal centro di Arrone, antico castello fondato nell’anno 880, si raggiunge, attraverso un percorso agevole, la cima del Monte di Arrone. Da qui si può godere di un punto privilegiato di osservazione con lo sguardo che abbraccia il paesaggio della bassa Valnerina.
La cima conserva poi le tracce di un antico luogo di culto per sacrifici ed offerte votive: un santuario di vetta, oggi ricordato dallo scavo rettangolare nella roccia calcarea, area di rinvenimento di reperti di valore, tra cui, oltre a bronzetti votivi, anche una testa in marmo di divinità appartenuta presumibilmente ad una statua di culto presente nel santuario.

PARTENZA: Arrone (236 m. s.l.m.)
ARRIVO: Monte di Arrone (420 m. s.l.m.)
DISLIVELLO: 126 m
TEMPO DI PERCORRENZA: ANDATA 45 minuti – RITORNO 30 minuti
DIFFICOLTA’ : Facile
QUOTA MASSIMA: Monte di Arrone (420 m. s.l.m.)
ITINERARIO: segnalato

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Da Casteldilago di Arrone (Tr) all’Eremo della Madonna dello Scoglio

Una proposta per chi desidera gustare la varietà botanica della zona, immersa nel contesto del fiume Nera, per raggiungere l’Eremo della Madonna dello Scoglio, meta dell’itinerario.
L’eremo, immerso nella ricca vegetazione, è un edificio di origine cinquecentesca, sottoposto a successivi ampliamenti nel corso del XVII e XVIII secolo.
Si erge su uno sperone di roccia a strapiombo, nel luogo in cui fu dipinta proprio sulla roccia l’immagine della Madonna, apparsa proprio in quel luogo al nobiluomo di Casteldilago Pietro Lelli.
Il sito è diventato meta di processioni durante le quali ancora oggi, a memoria del miracoloso evento, si intona la “Canzoncina in lode a Maria Santissima dello Scoglio Rotondo” composta all’epoca dell’apparizione dall’arciprete locale.

PARTENZA: Casteldilago (220 m. s.l.m.)
ARRIVO: Eremo della Madonna dello Scoglio (465 m. s.l.m.)
DISLIVELLO: 245m
TEMPO DI PERCORRENZA: ANDATA 1 ora – RITORNO 45 minuti
DIFFICOLTA’ : Facile
QUOTA MASSIMA: Eremo della Madonna dello Scoglio (465 m. s.l.m.)
ITINERARIO: segnalato