Giano dell’Umbria, il senso di collettività inizia con la Comunanza agraria e va di forno in forno Stampa

Se passate davanti al forno di Montecchio un po’ prima di Pasqua vedete un foglio, appeso all’ingresso, dove le famiglie del borgo prenotano il loro turno per la cottura delle torte. È questo uno soltanto dei tanti segni di una vita di comunità ancora molto sentita: il forno è incastrato in una stanza senza porte in un edificio dell’Università di Agraria. Il vicino Antiquarium, sempre nell'edificio della Comunanza agraria, custodisce alcuni dei reperti archeologici d’epoca romana provenienti dagli scavi della villa di Rufione, figlio di un liberto della famiglia dei Giulio Claudii, che si trovava lungo il vecchio tracciato della via Flaminia.

Tratto dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia "La Torta di Pasqua in Umbria" consultabile qui.


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