Scene da Medioevo all'antico forno da "pan veniale" di Fossato di Vico Stampa

Risale agli ultimi anni del XV secolo l’antico forno “da pan venale” di Fossato di Vico, dismesso in quanto tale nel Novecento (l’ultimo fornaio è stato Mariano Merollini, che vi lavorò fino al 1953) ma ancora utilizzato e uno dei fulcri della “Festa degli statuti”, rievocazione storica medievale che si tiene nel mese di maggio. Il “pan venale”, pane cioè a pagamento, era il fornaio a prepararlo e venderlo; tutto era regolato dal Comune, che era, ed è ancora, proprietario del forno, che dava in gestione. A questo forno, che dà il nome alla via in cui si affaccia, via del Forno appunto, fa da pendant, sulla parete opposta a quella di fondo, un altro forno. Negli anni che la memoria può ancora ricostruire le donne, la Settimana Santa, facevano i turni per cuocere le torte. Entrambi i forni, medievali, sono all’interno di una stanza, come è appropriato in un borgo della fascia appenninica, dove è necessario proteggere i pani lievitati, in particolare in inverno, dal freddo e dal vento.

Testo tratto dalla pubblicazione della Camera di Commercio di Perugia "La Torta di Pasqua in Umbria" consultabile qui.


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