LA PASTORELLA ANDREANA: IL MIRACOLO DEL SANTUARIO DI MONGIOVINO Stampa

Nelle immediate vicinanze della frazione di Tavernelle, nel comune di Panicale, spicca il Santuario della Madonna di Mongiovino, che la tradizione narra luogo privilegiato di numerosi eventi miracolosi.
La chiesa, costruita a partire dalla prima metà del ‘500 su modelli bramanteschi costituisce, probabilmente, il maggiore esempio di decorazione ad affresco della seconda parte del Cinquecento in Umbria, arricchita dalle ricche decorazioni degli stipiti degli archi dei portali.
In una delle quattro cappelle laterali è conservata la venerata immagine della Madonna col Bambino in trono, di scuola umbra del XIV sec., originariamente parte di un’edicola di campagna.
Al dipinto sono stati attribuiti molti miracoli e, in particolare, quelli che coinvolsero la pastorella Andreana, alla quale la Vergine apparve chiedendo maggior venerazione per l’edicola. Non creduta, Andreana fu invitata dalla Vergine a recarsi dagli abitanti del castello di Mongiovino portando in testa una brocca piena d’acqua con l’apertura rivolta verso il basso da cui non fuoriusciva acqua, miracolo seguito da numerosi altri.
Nel 1513, l’apparizione venne ufficialmente riconosciuta con una bolla papale di Leone X e nel 1524, prese il via la costruzione dell’attuale santuario. La devozione verso l’immagine è testimoniata dai numerosi “ex voto” in argento, ceri e dipinti che i fedeli donavano alla Vergine.
Di notevole interesse sono il campanile che affianca il tempio (XVIII sec.), la piccola cappella di San Martino e le Pie case.
Il complesso architettonico divenne, modello per altre chiese, come quella di Santa Maria Nuova, a Cortona, realizzata su progetto del Vasari.

 


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