Buccheri, ceramica e le brocche della Festa dei Ceri Stampa

A Gubbio, le origini della lavorazione ceramica risalgono al Medioevo, con una produzione caratterizzata dal blu cobalto, lo sviluppo, però, avviene tra la fine del ‘400  e gli inizi del ‘500, grazie alla presenza di Mastro Giorgio Andreoli, a cui, per la riconosciuta importanza, sono dedicati alcuni toponimi del centro storico cittadino.  Mastro Giorgio introduce la tecnica del riverbero e del lustro dai colori intensi oro, argento, verde e soprattutto rosso rubino. Nel ‘900, invece, è stato Aldo Ajò a lasciare una sua personalissima impronta nel comparto, con accenti d’avanguardia. Nella seconda metà del XX secolo, poi, si sviluppano lo stile  “fiorato” e la particolare lavorazione di buccheri, di tendenza etrusca, decorati a graffito con smalti policromi ed oro. Per approfondire e gustare con gli occhi il mondo della ceramica, Gubbio propone le Biennali d’Arte della Ceramica e dei lavori in Metallo, fucina di esperienze di artisti a livello nazionale, unitamente all’apposita sezione dedicata all’interno del Museo Comunale.

Una nota legata alla tradizione del posto: in occasione della Festa dei Ceri (15 maggio), al momento dell'alzata in Piazza dei Consoli, ogni Capodieci getta la brocca in ceramica del proprio cero di appartenenza, che si rompe in mille pezzi ed i presenti si contendono i frammenti della brocca stessa, quale ricordo e portafortuna!


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