I prodotti della Terra

Fagiolina
Seme molto piccolo color crema, di forma allungata; colorazione varia, con...
Patata rossa
La coltivazione della patata fu introdotta in Umbria nella prima meta' del...
Farro
Il farro è un frutto (cariosside), dopo “sbramatura”, prodotto in tutta la...
Sedano
Tra gli ortaggi più singolari coltivati nel territorio della provincia di...
Lenticchie
Seme piccolo multicolore, di forma rotonda schiacciata. Tipico del Comune di...
Cipolla di Cannara
La cipolla di Cannara detta anche PIATTA DI CANNARA (DORATA E ROSSA) ha il...
Cicerchia
La cicerchia (Lathyrus sativus), è un legume ormai poco conosciuto che trova...
Broccoletti del Lago
I brocoletti del lago sono coltivati nei terreni sabbiosi adiacenti il Lago...
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Lo zafferano era molto diffuso tra i popoli antichi. Questa spezia dall’aroma unico ed inebriante aveva diversi significati, simboleggiava l’amore infelice

in ricordo del mito del giovane Crocos innamorato della ninfa Smilax ed evocava simboli opposti. Il suo uso era vario: veniva usato per colorare le vesti, per preparare unguenti e profumi, per tingere le bende delle mummie egiziane. L’uso dello zafferano anche in cucina si fa risalire all’epoca medievale e rinascimentale, quando cominciò ad essere utilizzato per colorare ed aromatizzare i cibi. Esso infatti conferisce al cibo un gusto ed un aroma particolarmente intenso, oltre al caratteristico colore giallo ocra. La produzione di zafferano in Umbria è testimoniata a partire dal XIII secolo, Castel della Pieve (Città della Pieve) era considerata la zona di produzione maggiormente rilevante, mentre la Valnerina inizia ad essere menzionata da fonti storiche dal XV secolo. Nel XVI secolo Cascia si impose come uno dei centri più attivi nel commercio di questa spezia, adoperata principalmente per l’uso tintorio e poi per quello farmaceutico e cosmetico. Nel Seicento si assiste invece al progressivo abbandono della coltura e solo da pochi anni è stato possibile registrare un rinnovato interesse per la sua coltivazione. In particolare negli ultimi anni un gruppo di coltivatori ha reintrodotto la zafferano in Valnerina ed in alcuni comuni della dorsale Appenninica tra Gualdo Tadino e Spoleto, dando l’avvio alla creazione di nuovi consorzi di produttori.

 


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