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Ferro battuto e vetro

Un valente cavaliere
  Vestire i panni di un valente cavaliere medievale, indossare con fierezza...
La luce del vetro!
Complementare in qualche modo al lavoro del fabbro, è quello del vetraio....
Con il naso all'insù PDF Stampa E-mail

TRA I VICOLI STORICI, CON IL NASO ALL’INSÙ…


Camminando con il naso insù, nella miriade dei centri storici che costellano l’Umbria, è facile ammirare i mille volti del ferro battuto, sinuose balaustre dei palazzi antichi, abbellite da ricchi vasi di gerani, solide ringhiere che costeggiano ripide scalinate, grate dai motivi geometrici o floreali che proteggono le piccole finestre delle abitazioni, inferriate dal colore brunito che contrasta armonicamente con il bianco rosato delle costruzioni tipiche. Le stesse chiese sono ornate da lampadari, candelabri ed altri arredi sacri in ferro battuto.
Tutto ciò è frutto del lavoro faticoso e prezioso dei fabbri, che hanno ereditato dal Medioevo la loro arte, capace di modellare, con estro e fantasia, il duro metallo in opere artistiche dalle funzioni quotidiane.
Ma non solo. L’attuale produzione è a servizio anche degli interni delle abitazioni, con oggetti e complementi di arredamento, come letti, sedie e tavoli, generalmente con il piano in vetro,  lampade e lampadari. I principali centri di produzione sono Assisi, Bevagna, Spello, Città della Pieve, Cascia, Città di Castello e Terni, unitamente a Gubbio. Per quest’ultima, si apre un capitolo a parte. Dall’uso domestico, alla riproduzione storica, è questa la strada intrapresa dagli eugubini, ormai famosi per la produzione di splendide armature ed armi dai modelli antichi.
Chicche di colore: Preci, in Valnerina, insieme a Norcia si distinse a partire dal ‘500 per la produzione di alto valore di ferri chirurgici, mentre a fine maggio a Montone e a giugno a Bevagna, è possibile ammirare dal vivo la rappresentazione dell’antico mestiere.

 


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